Clochard ucciso nel Veronese: indagati due ragazzi di origini straniere

Bruno Cirelli
Gennaio 12, 2018

Due minorenni, un 13enne e un 17enne, sono indagati per la morte del clochard deceduto, nel dicembre scorso, nel rogo dell'auto in cui dormiva a Santa Maria di Zevio (Verona). Di fronte al magistrato Stefano Aresu è spaventato ma non piange, come non si rendesse conto fino in fondo in che razza di guaio si è cacciato: sospettato assieme a un amico di 17 anni per l'omicidio di un clochard marocchino, arso vivo nell'abitacolo della vettura abbandonata a Zevio, nel Veronese, che da qualche tempo era diventata la sua casa. L'inchiesta è coordinata dalla procura dei minori di Venezia. A indirizzare le indagini verso i due giovani, di origini straniere, sarebbero state anche le immagini delle telecamere di sicurezza.

In un primo momento si era pensato ad un incidente: Ahamed Fdil era un accanito fumatore ed appariva plausibile che l'uomo si fosse addormentato con una sigaretta accesa provocando l'incendio. Un uomo che lo Stato non ha tutelato. Si chiama Gino Capo e non riesce a darsi pace: "L'ho detto subito ai carabinieri, non poteva essere stata una sigaretta. Mia moglie quel giorno ha visto i soliti ragazzini girare in zona, e prima di vedere le fiamme ha sentito uno scoppio" ha spiegato il soccorritore al Corriere della Sera. La coppia, due professionisti, non vuole esporsi: quello che avevano da dire, probabilmente, l'hanno già riferito ai carabinieri. "Abbiamo preso della carta dal rotolo che c'era in una pizzeria e ce la siamo divisa". E ci sono le vicende di due ragazzi privi di umanità, che non sanno cosa sia il divertimento e lo scherzo. Ora i suoi familiari attendono che la giustizia italiana faccia chiarezza.

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