Assalto a un magazzino di Mozzate, arrestati i rapinatori

Bruno Cirelli
Января 12, 2018

Un colpo che sembrava perfetto e che aveva fruttato un bottino da oltre 200mila euro. Le minuziose indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo di Cantù e della Stazione di Mozzate hanno permesso di individuare e sgominare l'organizzazione. Come quello del 21 luglio scorso quando i quattro avevano razziato ben 180 biciclette custodite in un deposito specializzato nel corso di una rapina organizzata fin nei minimi particolari. Tre uomini armati di pistola avevano fatto irruzione del capannone della Anelda Sas, ditta specializzata nella commercializzazione di bicilette professionali. Ovviamente, assicurandosi di far caricare solo quelle più costose. Terminate le operazioni di carico, protrattesi nel complesso per circa 40 minuti, lo stesso rapinatore ordinava all'autista ucraino di salire sul camion e di mettersi alla guida del mezzo. Una decina di minuti, tempo sufficiente per ritenersi ormai al sicuro.

L'autista ucraino, invece, è stato costretto a rimanere in balia dei suoi sequestratori sino alle 18.45 circa, quando è stato liberato, insieme al camion (naturalmente svuotato del prezioso carico) nei pressi di Melegnano.

Le indagini si sono rivelate molto complesse: il fatto che i tre rapinatori entrati nel capannone avessero agito a volto scoperto ha fatto ritenere agli investigatori che si trattasse di persone non della provincia di Como. Contemporaneamente venivano controllati i filmati di numerose telecamere della zona per ricostruire il tragitto del mezzo e ottenere informazioni sul modus operandi e sulle caratteristiche fisiche dei colpevoli. Testimoni, telecamere ma anche migliaia di dati dai tabulati telefonici, dai quali era emersa l'attenzione e la cautela dei rapinatori nel tentare di sviare le indagini.

Ed è proprio dalle immagini che i militari hanno potuto capire che alla rapina aveva partecipato almeno una quarta persona, un uomo che aveva atteso fuori dalla ditta a bordo di un'auto risultata rubata.

I Carabinieri della Stazione di Mozzate, più volte costretti ad intervenire in aiuto della donna, hanno puntualmente relazionato tutti gli avvenimenti all'Autorità Giudiziaria che, sulla scorta della gravità dei fatti, ha disposto per il L.F. M.la custodia cautelare in carcere. Una ricerca che ha passato al vaglio tutte le frequentazioni dei due pregiudicati fino ad arrivare ai nomi di Gesualdo Cusumano e Antonio Leprinetti.

Il provvedimento restrittivo è stato notificato ai De Giglio presso il carcere di San Vittore a Milano dove si trovavano già detenuti. I Carabinieri di Mozzate e di Como sono alla ricerca di altri complici che possano aver contribuito alla rapina in ditta. Oltre che di indizi che possano permettere di rintracciare la refurtiva che potrebbe aver subito imboccato la via dell'Est Europa.

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