Posate e igiene, il galateo della Serracchiani per i sindaci

Bruno Cirelli
Gennaio 11, 2018

Dal risotto che si mangia con la forchetta, alla minestra che non si "tira su". Il primo a sollevarla è stato Pierluigi Molinaro, sindaco di centrodestra del piccolo comune di Forgaria nel Friuli (Udine), che ha interpretato l'iniziativa come un'offesa tralasciando le regole essenziali del cerimoniale di Stato riportatevi: modalità di esposizione delle bandiere, utilizzo della fascia tricolore, lettere e messaggistica istituzionale, precedenze e piazzamenti a tavola e nelle sedi istituzionali, risentendosi invece per le istruzioni sul vestiario per signore e signori, oppure - giustamente - alle indicazioni sul fatto che non si parla a bocca piena e si mastica con la bocca chiusa. Deve arrivare al ginocchio, non più su. Optate per il pastello riservando il tailleur nero alle cerimonie. Non esagerate con i gioielli, e siate parche con il profumo. Tutti suggerimenti apprezzati con qualche ovvia punta di ironia dai diretti interessati. I commenti non devono necessariamente rispettare la visione editoriale de Il Sole 24 ORE ma la redazione si riserva il diritto di non pubblicare interventi che per stile, linguaggio e toni possano essere considerati non idonei allo spirito della discussione, contrari al buon gusto ed in grado di offendere la sensibilità degli altri utenti. Le camicie devono essere azzurre in tinta unita, o con una righina, per il giorno, mentre la camicia bianca è prerogativa della sera o dell'abito da cerimonia.

Poi nel vademecum Serracchianì si sfogliano i capitoli riservati all'immagine, all'accoglienza, al cibo. "Pratico vademecum sul cerimoniale e protocollo degli Enti territoriali a uso dei Sindaci e dei piccoli Comuni" è una sorta di sintesi dei testi classici su cerimoniale e regole di comportamento istituzionali, scritto dal cerimonialista Giovanni Battista Borgiani, di cui il riferimento più noto è un volume di 450 pagine, curato da Massimo Sgrelli. "Sottostimare la forma è spesso sinonimo di involontarie gaffes o incomprensioni a livello di istituzioni", scrive la Serracchiani nella lettera di accompagnamento inviata ai sindaci. Un capolavoro letterario di 75 pagine che mi chiedo con quali denari sia stato pagato: con quelli della Serracchiani, del PD o dei cittadini friulani?

E entra anche nel dettaglio fornendo agli amministratori, in particolare ai sindaci che sicuramente non hanno un ufficio dedicato al cerimoniale, in che modo si gestisce la rappresentanza. "È una guita pratica che sintetizza le procedure da seguire soltanto durante i cerimoniali e gli incontri di carattere formale".

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