Marino condannato a 2 anni

Paterniano Del Favero
Gennaio 11, 2018

È stato condannato in appello l'ex sindaco Ignazio Marino per le spese pazze con la carta di credito del comune a 2 anni. Marino è stato condannato dalla Corte di Appello di Roma anche al risarcimento dei danni nei confronti del Comune di Roma, che si era costituito parte civile, risarcimento che sarà liquidato in separata sede di fronte al tribunale civile. Per questo motivo al medico politico è stata comminata anche l'interdizione temporanea dai pubblici uffici per la durata dell'intera condanna di due anni per peculato e falso. Infine il chirurgo aveva ricordato davanti alla corte di aver rinunciato allo stipendio da senatore ancora prima della sua elezione a primo cittadino, "lasciando oltre ottantamila euro nelle casse pubbliche", aveva spiegato l'ex sindaco: "Se sono un ladro, sono un ladro scemo e incapace di intendere e di volere". Marino è stato invece assolto dall'accusa di truffa per alcuni presunti pagamenti irregolari a un dipendente della sua Onlus Imagine. Il caso degli scontrini, che costò all'ex sindaco la sfiducia da parte del suo partito, il Partito democratico, e le conseguenti dimissioni riguarda 56 rendiconti di spese in totale, soprattutto cene. Nella sua arringa difensiva il legale di Marino, Vincenzo Musco, ha battuto sul tasto che l'attività del suo assistito a Palazzo Senatorio ha portato nelle casse comunali milioni di euro tra donazioni di mecenati e operazioni di marketing territoriale.

L'ex sindaco, presente in aula sia oggi sia il giorno delle richieste del Pg, ha consegnato alla Corte due memorie raccontandole in aula e spiegando - in maniera più concisa - quanto già detto nel corso della scorsa udienza: "Vorrei affermare con grande chiarezza che mai nella mia vita e nelle miei funzioni da sindaco ho utilizzato denaro pubblico per motivi personali". Il penalista ha concluso affermando che Marino, assolto in primo grado, "in soli 28 mesi da sindaco ha dimostrato come si potesse cambiare il volto di una città". Un dato che contrasta con la più ovvia realtà e la logica più elementare - dice Marino -. "Con lo Studio Musco continuerò la mia battaglia per la verità e la giustizia in Cassazione".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE