Per l'Istat occupazione record dal '77. Il governo esulta, opposizioni critiche

Paterniano Del Favero
Gennaio 10, 2018

Nel periodo settembre-novembre si registra una crescita degli occupati rispetto al trimestre precedente (+0,4%, +83 mila) che interessa donne e uomini e si concentra soprattutto tra gli over 50, in misura più lieve anche tra i 15-24enni, a fronte di un calo tra i 25-49enni. Che inevitabilmente, a poco più di due mesi dal voto, finisce al centro della polemica politica.

"I dati Istat sul lavoro sono positivi. - dichiara il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani - Aumentano gli occupati (58,4%) e l'occupazione femminile, in particolare, tocca il livello più alto di sempre (49,2%)". Ergo, chiosa, "il JobsAct ha fatto aumentare le assunzioni, non i licenziamenti". Così su twitter il premier Paolo Gentiloni commenta i dati Istat sul lavoro. Una differenza enorme". Inoltre "l'aumento degli occupati in Italia è pari a circa la metà della media dell'eurozona", "il 90% dell'incremento degli occupati è a tempo determinato" e "l'incremento dell'occupazione è part-time: "rispetto al 2008, siamo a 1,2 miliardi di ore di lavoro in meno all'anno (equivalgono a circa 700.000 occupati a tempo pieno)". Risultano in aumento anche i dipendenti a tempo indeterminato. Il tasso di occupazione che tiene conto degli effetti demografici è ancora al di sotto del livello massimo del 2008 di 0,5 punti. Inoltre "nel caso dei giovani - aggiunge - persiste l'esclusione di circa un terzo mentre continuano a rimanere troppo lunghi i percorsi educativi". Il tasso di inattività cala al 34,3% (-0,1 punti percentuali).

Gli indipendenti sono invece diminuiti di 3mila unità rispetto a ottobre e di 152mila unità se paragonato a novembre 2016. Va meglio per le donne lavoratrici: tra i 15 e i 64 anni il tasso di occupazione supera il 49% (49,2), +0,9% dal novembre 2016. Nel mese di novembre la disoccupazione è scesa all'11% a novembre, in diminuzione dello 0,1 punti percentuali rispetto al mese di ottobre.

L'aumento dell'occupazione, soprattutto a causa dell'andamento demografico e della stretta sull'accesso alla pensione, si concentra tra gli over 50 che segnano una crescita di 52mila occupati su ottobre e di 396mila su novembre 2016. Si registra un aumento comunque anche degli occupati tra i 15 e i 24 anni (+76mila unità rispetto a novembre 2016) e tra i 25 e i 34 anni (+34mila). Tra i 35 e i 49 anni si sono persi 161.000 occupati. L'Istituto sottolinea anche che il tasso è diminuito di un punto percentuale rispetto a novembre 2016. Ma se aumentano i giovani con un lavoro (precario), aumenta la disoccupazione tra gli ultracinquantenni (+0,3%), la fascia d'età nella quale è più difficile trovare un nuovo lavoro. Il tasso di occupazione 15-64 anni sale al 58,4%.

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