Operazione Stige. Prossima Crotone: fiducia nella magistratura e affetto per Parrilla

Bruno Cirelli
Gennaio 10, 2018

Si va dalla produzione e distribuzione di prodotti da forno al mercato ittico, dalla raccolta dei rifiuti al riciclo di materie plastiche e carta, dai servizi portuali alla lavanderia industriale, dall'accoglienza dei migranti al commercio internazionale di auto di grossa cilindrata, passando ancora per le agenzie di scommesse on line e le onoranze funebri, la gestione dei lidi e gli appalti per il taglio della legna in Sila.

C'e' anche il presidente della Provincia di Crotone Nicodemo Parrilla tra le 169 persone arrestate nell'ambito dell'operazione Stige.

Al centro dell'inchiesta le attività criminali della cosca Farao-Marincola, una delle più potenti della Calabria con ramificazioni anche nel Nord e Centro Italia (in particolare Emilia Romagna, Veneto, Lazio, Lombardia) e in Germania.

Parrilla, sindaco di Cirò Marina, è accusato di associazione mafiosa ed è ritenuto dagli inquirenti il rappresentante della cosca nelle istituzioni locali. Oltre a Parrilla, infatti, sono coinvolti il sindaco di Strongoli Michele Laurenzano e quello di Mandatoriccio Angelo Donnici.

Il sodalizio - si legge in una nota - aveva ramificazioni in diverse regioni italiane e la sua operatività, come accertato in collaborazione con la polizia tedesca, si estendeva anche nei lander dell'Assia e del Baden-Wurttemberg. Coinvolti politici, amministratori locali, imprenditori, boss e nuove leve di una criminalità forte e tanto ben radicata sul territorio da controllare due porti, quelli di Cirò Marina e Cariati, e da imporre le proprie le forniture fino al Reno.

Le accuse rivolte ai 169 indagati sono associazione mafiosa, estorsione, peculato, turbata libertà degli incanti, corruzione e danneggiamento, reati tutti aggravati dal metodo mafioso.

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