Morti in corsia, il medico agli psichiatri: "Io ero il migliore"

Bruno Cirelli
Gennaio 10, 2018

"A torto o a ragione ero considerato la persona piu' importante e carismatica del pronto soccorso".

Secondo la difesa, inoltre, le dichiarazioni della Taroni sul tipo di farmaco iniettato da Cazzaniga sono inattendibili in quanto l'infermiera avrebbe identificato il farmaco dal colore della scatola ma, tra quelli in dotazione all'ospedale di Saronno, non risulterebbe un fibrinolitico del colore descritto dalla donna. "Sì il migliore per la vastità della mie competenze". Dalla relazione dell'esperto emergerebbero disturbi della personalità, ma che non sconfinerebbero in alcun caso nella patologia. Il difensore del medico, Ennio Buffoli, ha insistito sui tempi delle telefonate intercorse prima dell'arrivo di Cazzaniga e sullo stato della madre prima che arrivasse il compagno. Questo potrebbe rivelarsi un fattore positivo in quanto "è dimostrato che non ha agito indiscriminatamente", bensì su pazienti terminali ai quali, come sempre sostenuto dal medico, intendeva alleviare le sofferenze, "non certo ucciderli".

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