"Civica Popolare" è il nuovo partito della Lorenzin

Barsaba Taglieri
Gennaio 10, 2018

E' stata così archiviata la polemica con Francesco Rutelli sull'utilizzo di una margherita nel simbolo della nuova formazione politica, contrasto che ha costretto a rinviare di qualche giorno la presentazione della lista di ispirazione popolare destinata a rappresentare l'area moderata in seno alla coalizione di centrosinistra. Abbiamo tre parole chiave: crescita, speranza e futuro.

Per me un fiore petaloso è un fiore in cui ognuno può vederci il fiore che vuole proprio perchè frutto di una mente libera e incontaminata come quella di un bimbo.

La soglia di sbarramento non preoccupa, almeno nelle intenzioni. Vogliamo dare risposte concrete a partire dalla nostra identità.

Il punto di partenza sono i cinque anni di governo alle spalle, "tre Governi diversi all'insegna di una consapevolezza - sottolinea la ministra della Salute - l'Italia rischiava di affondare, eravamo sull'orlo del baratro. Gli italiani hanno capito che si tratta di promesse non mantenibili". Una scelta di campo che, tuttavia, non si tradurrà in subalternità al Partito Democratico: Civica Popolare, ribadisce Lorenzin, si muoverà "in autonomia" rispetto ai democrat, "siamo una nuova forza politica che vuole contare, noi ci mettiamo in gioco". È prima una questione di metodo che di merito.

Lorenzin gioca con l'esperienza maturata in ambito sanitario: "Abbiamo vaccinato gli italiani, ma credo che l'Italia abbia bisogno di un vaccino contro l'incapacità e dai populismi e gli estremismi - dice - Vogliamo introdurre un nuovo farmaco: l'ascolto".

Il programma, sul quale gli alleati si confronteranno nei prossimi giorni, verrà presentato "in più tappe". Casini, tra vistosi imbarazzi, evita di commentare la svolta politica petalosa che lo vede tra i protagonisti; entusiasta Fabrizio Cicchitto "Siamo un partito floreale: puntiamo al 3,5%". "Siamo per l'Europa ma l'Europa va cambiata, deve essere meno burocratica e dare risposte". "Non vogliamo smontare le riforme ma migliorarle". E poi anziani, famiglie ("bisogna sostenere il potere d'acquisto") e imprese ("sono loro a costruire lavoro").

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