Camorra, società estere e carburanti: 7 arresti nell'operazione "Free fuel"

Bruno Cirelli
Gennaio 10, 2018

Tali ordinanze, disposte dal Gip del Tribunale di Brescia, hanno riguardato due brokers residenti in Lombardia, quattro persone campane e un residente in Umbria, tutte operanti nell'ambito del commercio di prodotti petroliferi e accusati di aver attuato una frode legata alla Camorra.

Sette arresti, 14 persone indagate, 16 milioni di litri di carburante intercettato e beni sequestrati per 5,2 milioni di euro.

Operazione antifrode nel settore dei carburanti in corso.

La proposta avanzata dai due intermediari del sodalizio, due insospettabili padri di famiglia del mantovano che offrivano carburante a un prezzo più basso del 30% rispetto a quello di mercato, ha fin da subito insospettito i gestori delle pompe di benzina: al posto di avvalersi di questa ghiotta possibilità, che avrebbe garantito loro notevoli guadagni, hanno avvisato le autorità competenti. Poi veniva fatturato a due "cartiere" italiane, con sede effettiva e "occulta" in un bunker in provincia di Napoli, che non versavano le imposte e attuavano quindi un "inquinamento fiscale" sul prodotto. Le operazioni finanziare erano gestite in Bulgaria e Romania, mentre il carburante fisicamente, veniva caricato in autobotti, per raggiungere i depositi di: Roma, Genova, Vigevano. L'inchiesta è però nata "grazie alla segnalazione di imprenditori onesti: titolari di pompe di benzina ai quali era stato offerto carburante fortemente sotto costo", hanno dichiarato i vertici della Guardia di Finanza di Brescia.

Dopo aver scoperto il nascondiglio, che per altro era stato fornito di un vero e proprio sistema anti-polizia (videocamere di sorveglianza interne ed esterno e un ingresso blindato), le fiamme gialle hanno dato il via alle operazioni.

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