Caffè al bar: il prezzo della tazzina sempre più caro

Paterniano Del Favero
Gennaio 10, 2018

L'indignazione dei cittadini italiani potrebbe presto farsi sentire, questa volta con qualche ragione in più, per il previsto aumento del costo del caffè nelle città italiane.

Di tutt'altro avviso è invece Luciano Sbraga, direttore del centro studi di Fipe - Confcommercio, che afferma: "Dal nostro osservatorio non abbiamo verificato particolari tensioni per il caffé al bar", anche se aggiunge che non è da escludere che nel 2018 "ci possano essere lievi ritocchi dovuti magari al costo della materia prima che viene acquistata in dollari e per un po' di ripresa dell'inflazione anche se di dimensione contenuta".

Vediamo di capire meglio cosa accadrà e dove.

Ai dati, rilevati dalla Federconsumatori e diffusi dall'Adnkronos, già aggiornati all'8 gennaio, segue una polemica da parte dell'associazione dei consumatori, che parla di aumenti ingiustificati. E non sono paesetti di provincia. Sembra un aumento minimo, ma, in effetti, si tratta di un incremento di quasi il 12% rispetto ad un anno prima.

Il caro tazzina al bar comunque si attesta in media al 5,95%. I prezzi più bassi invece a Napoli (in media per una tazzina 91 centesimi, +5,81%) e Palermo (94 centesimi, +2,17%). In termini percentuali un aumento di quasi il 6%. Nelle altre città è sempre questione di centesimi, per esempio a Milano il caffè al bar ha un prezzo di 1,08 euro mentre a Firenze di 1 euro e 4 centesimi. L'espresso più caro in assoluto si paga a Torino dove il prezzo arriva a 1 euro e 10 centesimi (+5,77%) ma l'aumento più alto si registra a Roma (+11,96%) rispetto all'anno scorso, dove il caffè costa in media 1,03 euro.

"Nulla giustifica questi rincari, e non solo sul caffè ma su tutte le voci dei consumi più significativi e popolari - dice Emilio Diafora, presidente di Federconsumatori, all'Adnkronos -".

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