Trattamento post-infarto: le donne non sono curate bene come gli uomini

Barsaba Taglieri
Января 9, 2018

Gli attacchi cardiaci si verificano soprattutto a causa di una patologia chiamata aterosclerosi: diverso materiale lipidico (grasso) si accumula nel corso degli anni lungo le pareti interne delle arterie coronariche fino a formare una vera e propria placca aterosclerotica.

Una delle più temibili conseguenze dell'infarto miocardico è rappresentata dalla fibrillazione ventricolare, che si dimostra quasi sempre letale.

Infatti il numero di uomini colpiti da infarto o arresto cardiaco è diminuito notevolmente mentre è cresciuto quello delle donne. Ciò significa che il problema non risiede nel sesso ma nel modo in cui i medici prendono in considerazione il rischio di infarto in una donna. Il gentil sesso ha altri sintomi come difficoltà di respiro, dolore alla schiena, spalla, collo e mascella, nausea, vomito e sudorazione fredda, fatica inusuale e ansia, debolezza e vertigini. Ovviamente si tratta di un approccio sbagliato proprio da un punto di vista metodologico.

Esisteste una disuguaglianza molto pericolosa sulle terapie post-infarto applicate alle donne rispetto a quelle applicate agli uomini. Ad affermarlo è una ricerca condotta dalla University of Leeds, Gran Bretagna, e dall'Istituto Karolinska di Stoccolma. Dallo studio è emerso che le donne presentavano una doppia probabilità di morire di infarto rispetto agli uomini nell'anno successivo al primo espisodio di attacco al cuore. Ma non finisce qui: lo studio britannico ha constatato che le donne hanno il 34 per cento di possibilità in meno di essere sottoposte a bypass e stent anche quando sarebbe davvero auspicabile il ricorso a questo tipo di interventi. In particolare dallo studio è emerso che le donne hanno il 24% di probabilità che vengano prescritti loro farmaci che aiutano a prevenire un secondo infarto e il 16% in meno di probabilità di ricevere l'aspirina, che svolge un ruolo importante nel prevenire la formazione di coaguli di sangue. Una discriminazione davvero inspiegabile visto che tali terapie sono ugualmente raccomandate sia per le donne che per gli uomini. Abbiamo urgente bisogno di sensibilizzare a questo problema perché è qualcosa che può essere facilmente cambiato: "semplicemente garantendo che più donne ricevano i trattamenti raccomandati, saremo in grado di aiutare più famiglie a evitare il crepacuore di perdere una persona cara a causa di una malattia cardiaca", ha quindi ammonito il professor Jeremy Pearson, della British Heart Foundation.

"I risultati di questa ricerca sono preoccupanti".

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