Wixen Music Publishing, azione legale di 1,6 miliardi di dollari contro Spotify

Geronimo Vena
Gennaio 6, 2018

Guai in vista per Spotify. Tale causa è stata intentata dall'editore musicale Wixen Music.

Wixen detiene le licenze di circa 200 artisti, tra i quali Neil Young, Tom Petty, i Beach Boys, Missy Elliot e Janis Joplin. Una cifra imponente che si aggira intorno all'1.37 miliardi di euro. Secondo il querelante, Spotify avrebbe utilizzato molti brani senza averne alcun diritto. Non quelli per poter operare un servizio di distribuzione meccanica, ovvero di streaming musicale online.

Nei documenti della causa aperta da Wixen, scrive Variety, si legge che "Spotify ignora sfacciatamente la legge sul copyright degli Stati Uniti e ha commesso violazioni del copyright intenzionali e continue" aggiungendo che "prima di arrivare negli Stati Uniti, Spotify tentava di avere licenze per registrazioni audio lavorando con etichette discografiche ma, in una gara per arrivare prima sul mercato, ha compiuto sforzi insufficienti". La Harry Fox Agency, quindi, avrebbe affossato Spotify essendo "mal equipaggiato per ottenere tutte le necessarie licenze". Ora si trova a fronteggiare una causa da 1,6 miliardi di dollari. Una mossa che, secondo quanto sottolinea il Sole 24 Ore, è rara tra le grandi imprese e fino ad ora è stata scelta da aziende di piccole dimensioni attive soprattutto nel settore biotech, ma che permetterebbe a Spotify di quotarsi spendendo poco e ai suoi attuali investitori di non veder diluire la propria partecipazione.

Déjà vu: lo scorso maggio, Spotify aveva proposto un accordo da 43 milioni di dollari per risolvere una class action di cantautori capitanati da David Lowery e Melissa Ferrick: in quel caso, l'azienda era accusata di non essere in possesso delle licenze adeguate la riproduzione, chiamate "mechanical lisense". A luglio, invece, sempre per via dei diritti sono arrivate le cause di due editori musicali di Nashville, Rob Gaudino e Bluewater Music.

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