Cina, attivista Wu condannato a 8 anni

Bruno Cirelli
Dicembre 26, 2017

L'attivista cinese Wu Gan, soprannominato Ultra Vulgar Butcher (Il macellaio volgarissimo), è stato condannato a otto anni di carcere perché accusato di sovversione del potere statale e a cinque anni di privazione dei diritti politici dalla Corte del popolo intermedia n.2 di Tianjin. Come è successo all'inizio del processo, la polizia oggi ha impedito ai giornalisti di entrare negli spazi del Tribunale.

Il blogger 45enne, che secondo il suo avvocato Ge Yongxi farà appello, dopo la lettura della sentenza ha ironizzato: "Sono grato al partito per avermi concesso questo alto onore". Wu è accusato di "diffusione di false informazioni su Internet e sovversione al potere". Era stato arrestato nel maggio 2015 dopo aver denunciato che quattro persone, accusate di un crimine, erano state torturate per estorcergli confessioni forzate (un anno più tardi i quattro erano poi stati assolti). Nell'agosto 2016 era stato nuovamente arrestato e aveva sostenuto di essere stato torturato. L'attivista divenne famoso nel 2009 quando denunciò il caso Deng Yujiao, la giovane che per difendersi, uccise un noto politico che voleva abusare sessualmente di lei. Il caso fu molto mediatico e suscitò un'ondata di simpatia per le donne nell'opinione pubblica cinese e ha anche ispirato parte del film "A Touch of Violence" del regista cinese Jia Zhangke, premiato al Festival di Cannes 2013 per la migliore sceneggiatura. Wu ha anche lavorato come consulente nello studio legale Fengrui, diventato una delle principali vittime della campagna di repressione lanciata dal regime, a partire dal 2015, contro gli avvocati che difendono casi relativi alla lesione dei diritti umani.

Wu, ex militare e guardia di sicurezza, ha cominciato la sua battaglia contro il regime dieci anni fa.

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