Ustica, spunta un nuovo testimone "Abbattemmo due Mig libici"

Bruno Cirelli
Dicembre 20, 2017

La dichiarazione è stata fatta ai microfoni di Atlantide, il programma di Andrea Purgatori, che smentisce la versione ufficiale di Washington. Secondo l'uomo, la sera del 27 giugno 1980 lui ha assistito personalmente al rientro di due aerei Usa da una missione speciale scarichi e senza più missili. Aerei che sarebbero serviti ad abbattere altrettanti Mig libici in volo proprio lungo la traiettoria aerea del Dc-9: "Quella sera - racconta l'ex marinaio - ci hanno detto che avevamo abbattuto due Mig libici".

"Era quella la ragione per cui eravamo salpati: mettere alla prova la Libia", ha detto Sandlin. Un'affermazione che attesterebbe uno scenario di guerra sui cieli italiani in quegli anni e dunque farebbe riemergere per la strage di Ustica "l'ipotesi del volo colpito per errore", spiega il giornale. Che ha poi aggiunto: "Eravamo coinvolti in un'operazione Nato e affiancati da una portaerei britannica e da una francese". Ed è ancora alla ricerca di conferme. Le istituzioni - per evitare ritorsioni - collaboravano con Gheddafi fornendogli nomi e indirizzi degli oppositori al suo regime che si trovavano in Italia. E che il velivolo a quel punto si sarebbe potuto trovare sulla linea di fuoco di un combattimento tra americani e libici.

L'ex marinaio della Us Navy è pronto a smentire la versione di una bomba terroristica piazzata a bordo dell'aereo Itavia. Brian Sandlin all'epoca era marinaio sulla nave Saratoga che pattugliava il Mediterraneo. Non era consentito parlare, non potevamo neppure berci una tazza di caffè o fumare. "Gli ufficiali si comportavano in modo professionale ma parlavano poco fra loro" ha spiegato Sandlin, sottolineando il clima inquieto che si respirava a bordo come se fosse accaduto qualcosa di grosso. Silenzio totale e la sensazione che fosse accaduta una cosa enorme. L'aiuto nocchiere in servizio sulla Saratoga ricorda che la portaerei, a fine giugno, partì improvvisamente dalla rada di Napoli per "andare a provocare" Gheddafi e che navigarono proprio nell'area in questione. Sandlin però non dice altro ma fornisce solo dettagli.

Sandlin giustifica il suo silenzio durante tutti questi anni con una sola parola: paura. Tempo fa, racconta, "un sottoufficiale prossimo alla pensione era stato ucciso in una rapina tanto misteriosa quanto anomala". Unico ad essere colpito benché in un gruppo di bersagli possibili. "Una nave di quel tipo non poteva spegnere i radar", ha concluso Sandlin.

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