Regione sospende la plasmaferesi sulle persone contaminate da Pfas

Bruno Cirelli
Dicembre 18, 2017

Secondo l'Istituto superiore di sanità no, secondo la Regione Veneto sì.

Nel corso della conferenza stampa, lo stesso Mantoan ha annunciato che stamattina i Nas si sono presentati negli uffici della sanità regionale per acquisire documentazione e atti sulla vicenda. La sua funzione è di ottenere un'efficace depurazione del sangue tanto che la Regione Veneto lo scorso giugno ha dato via ad un progetto che adotta questa procedura per accertare l'incidenza dei PFAS sulla salute degli abitanti della 'zona rossa', area di 180 chilometri quadrati popolata da oltre 300 mila persone e ritenuta maggiormente contaminata dai Pfas.

"Abbiamo chiesto e torniamo a chiedere al Ministero - aggiunto il Direttore Generale della Sanità Veneta - che ci faccia avere la documentazione scientifica sulla quale si sono basate le critiche rivolteci dal Ministro nel question time del 13 dicembre". Dopo aver trattato cento casi, senza avere alcun effetto collaterale, le due tecniche "hanno determinato una discesa media di presenza di inquinanti nel sangue pari al 35% con la plasmaferesi, e del 68% con lo scambio plasmatico".

Al di sopra, si utilizza lo scambio plasmatico (sigla tecnica Pex) che consiste invece nella rimozione di elevati volumi di plasma con sostituzione di un volume equivalente a quello prelevato infondendo una soluzione fisiologica albuminata al 4%.

Riguardo ai Nas, Mantoan ha commentato: "Siamo sorpresi perché tutto quanto riguarda la vicenda Pfas è stato via via reso noto con tempestività e trasparenza, inviato alle Istituzioni competenti e alla magistratura, e pubblicato sul sito web della Regione".

"La plasmaferesi è una procedura terapeutica - spiegano - che permette la separazione della componente liquida del sangue (il plasma) dalla componente cellulare e la rimozione di sostanze in esso presenti".

Lorenzin ha ricordato che "non risultano evidenze scientifiche nè specifiche raccomandazioni sulla possibilità di rimuovere il Pfas o il Pfoa attraverso l'uso della plasmaferesi". Il ministro alla Salute Beatrice Lorenzin aveva rincarato la dose, dicendo che la plasmaferesi è una tecnica "invasiva e senza prove scientifiche in questo campo".

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