Dicembre 2018: il sangue di San Gennaro si è liquefatto

Bruno Cirelli
Dicembre 16, 2017

Si è ripetuto alle 12.07, nella cappella del Tesoro di San Gennaro, il miracolo della liquefazione del sangue del patrono di Napoli e della Campania.

L'evento, annunciato dallo sventolio del fazzoletto bianco del deputato Fabio Marulli d'Ascoli di recente nomina, è stato salutato da un lungo e forte applauso da una folla di fedeli accompagnato dall'intonazione costante dell'antico canto delle "parenti" di San Gennaro che hanno invocato da questa mattina lo scioglimento del grumo di sangue solido per la cerimonia dedicata al patrocinio della città di Napoli.

Durante il trasporto delle reliquie di San Gennaro a Napoli, la suddetta Eusebia o altra donna, alla quale le aveva affidate prima di morire, consegnò al vescovo le due ampolline contenenti il sangue del martire; a ricordo delle tappe della solenne traslazione vennero erette due cappelle: S. Gennariello al Vomero e San Gennaro ad Antignano.

Il 16 dicembre è la terza data dell'anno dopo il sabato precedente la prima domenica di maggio e il 19 settembre - in cui le ampolle vengono esposte. Va notato che già nel V secolo il martire Gennaro era considerato 'santo' secondo l'antica usanza ecclesiastica, canonizzazione poi confermata da papa Sisto V nel 1586. È il cosiddetto "miracolo laico", che avviene all'interno della Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, cappella del Duomo di Napoli gestita dalla Deputazione di San Gennaro e quindi di "proprietà" della città e non della Curia.

In questa occasione si ricorda sempre l'eruzione del Vesuvio del 1631, avvenuta proprio il 16 dicembre, giorno in cui si racconta che il Santo fermò la lava prima che potesse entrare in città.

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