Nasa: scoperto un 'sosia' del nostro sistema solare

Geronimo Vena
Dicembre 15, 2017

Kepler-90 i è il più piccolo dei pianeti in orbita intorno alla stella, e probabilmente non è ospitale alla vita - ha una superficie rocciosa e una temperatura superficiale di circa 800 gradi Fahrenheit, dice la NASA. Insomma BigG ha dimostrato di potersi rendere utile anche nella scoperta di esopianeti, anzi, di poter ricoprire un ruolo di primo piano.

La missione Kepler è una missione spaziale della NASA, parte del programma Discovery, il cui scopo è la ricerca e conferma di pianeti simili alla Terra in orbita attorno a stelle diverse dal Sole, tramite l'utilizzo del telescopio spaziale Kepler, che ha permesso agli scienziati di rivelare pianeti orbitanti a tantissime stelle in tutto l'universo. Il problema è che raccoglie talmente tante informazioni che gli esperti impiegheranno anni e anni ad analizzarle e classificarle. Questa scoperta, scrive la Nasa in una nota è la prova che l'intelligenza artificiale potrà essere utilizzata per captare i più deboli segnali provenienti dallo spazio.

I ricercatori Christopher Shallue e Andrew Vanderburg hanno addestrato un computer per imparare a identificare gli esopianeti precedentemente registrati dal telescopio. La stessa tecnologia sarà utilizzare per leggere i dati provenienti da altre 150mila astri. Questo pianeta è stato localizzato grazie a un sistema di intelligenza artificiale creato da Google, sistema che imita il funzionamento delle reti di neuroni del cervello umano. Oltretutto sembra che la sinergia con un'intelligenza artificiale generata da Google non sembra poi una cosa particolarmente eccezionale.

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Kepler ha prodotto un set di dati senza precedenti per la caccia ai pianeti extrasolari.

Vanderburg ha spiegato che "è come setacciare le rocce per trovare gioielli". Kepler-90i non è l'unico pianeta trovato dall'AI di Google, perché è stato scoperto anche Kepler-80g. I dettagli sul 'sosia' del Sistema solare sono in attesa di pubblicazione sul The Astronomical Journal ma già disponibili online.

"Proprio come pensavamo, ci sono emozionanti scoperte ancora nascoste nell'archivio dati di Kepler, in attesa degli strumenti e delle tecnologie capaci di scovarle", afferma Paul Hertz, direttore della divisione di astrofisica della Nasa a Washington. "I nostri dati costituiscono un vero tesoro per i ricercatori per gli anni a venire", ha dichiarato Jessie Dotson, a capo del progetto Kepler alla Nasa.

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