Campobello. La replica dell'assessore all'opposizione sul caso del gatto randagio malato

Barsaba Taglieri
Dicembre 15, 2017

Il felino, trasportato nella clinica veterinaria più vicina, è stato visitato e da li si è scoperto era affetto da Fiv. Gli agenti lo hanno quindi fatto visitare da un veterinario, poi il trasporto alla clinica San Vito di Mazara del Vallo.

Intanto, monta la polemica per la spesa che il Comune ha dovuto affrontare per curare il gatto: 2.120 euro: il gruppo "Io amo Campobello" sostiene che doveva essere coinvolta l'Asp. L'iniziativa, riportata sulle pagine del Giornale di Sicilia, non ha riscosso il supporto di tanti residenti che, in periodi di magra come questi, avrebbero preferito sapere quei fondi impiegati per altre questioni più urgenti.

Il caso è stato segnalato per la prima volta esattamente un anno fa, il 30 dicembre 2016, quando la polizia municipale di Campobello di Mazara ha raccolto la testimonianza di un uomo che ha assistito alle conseguenze delle precarie condizioni di salute di un gatto che aveva visto.

Ecco che ripensiamo al gatto randagio e realizziamo che se il nostro Comune, al quale paghiamo le tasse come rispettosi cittadini, si impegna a sborsare le spese veterinarie di un gatto randagio, "ABBIAMO PERSO TUTTI". "Trattandosi, tra l'altro, di un caso di emergenza - spiega Indelicato - non è stato certamente possibile aspettare l'esito di una gara".

Vero che i gatti randagi sono protetti da normative nazionali e hanno oggi uno status di animali tutelati a tutti gli effetti, ma con diritto ad assistenza e cura da parte dell'ASP servizio veterinaria.

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