Consulta, no a conflitti su Rosatellum

Barsaba Taglieri
Dicembre 14, 2017

Tra le ragioni esposte dalla Corte costituzionale sulla respinta dei ricorsi, si è fatto particolare riferimento alle qualifiche dei ricorrenti: "Posto che un senatore non ha titolo per sollevare conflitto contro il Governo - precisano da Palazzo della Consulta -, per di più lamentando vizi del procedimento parlamentare seguito presso la Camera dei deputati, nessuno dei ricorrenti è, nel caso di specie, qualificabile quale potere dello Stato". Strada spianata dunque per i partiti che chiedevano a gran voce le elezioni, a cominciare dal pd renziano. Due dei tre, nello specifico, riguardavano le fiduce poste sull'Italicum, mentre il terzo riguardava anche il recente Rosatellum 2.0.

Tre quesiti erano infatti stati sottoposti da parlamentari dei 5 stelle. Ma nessuno -spiega la Corte - individua in modo chiaro e univoco né laqualità in cui i ricorrenti si rivolgono alla Corte né lecompetenze eventualmente lese né l'atto impugnato. La Corte quindi si è ritenuta non in grado di deliberare su atti con così gravi carenze, respingendo il ricorso.

Nella camera di consiglio la Corte costituzionale - riferisce una nota diffusa al termine della camera di consiglio - ha discusso, in sede preliminare di ammissibilità, quattro conflitti di attribuzione riguardanti le procedure di approvazione delle leggi elettorali cosiddette Italicum e Rosatellum. Nei tre conflitti di attribuzione firmati dal professor Felice Besostri si sosteneva che l'articolo 72 della Costituzione e i regolamenti parlamentari escludono la facoltà di porre la questione di fiducia su leggi in materia costituzionale ed elettorale, poiché in tal modo si comprime il dibattito parlamentare. Nel ricorso - su cui si sta ultimando la raccolta firme - i legali si qualificano come esponenti del corpo elettorale e come tale ritengono di poter essere qualificati come potere dello Stato, e agiscono contro le Camere. Tra i punti contestati, assieme alle questioni di fiducia, ci saranno gli snodi della legge, da essi considerati incostituzionali.

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