Bimba nata col cuore fuori dal petto: salva dopo 3 interventi

Barsaba Taglieri
Dicembre 14, 2017

Cinquanta minuti dopo essere venuta al mondo era già sotto i ferri di uno staff composto 50 persone tra chirurghi, ostetrici e infermieri impegnati nel delicatissimo intervento che le ha salvato la vita.

E' stato premiato il coraggio dei genitori che hanno deciso di non arrendersi nonostante la diagnosi infausta. La "ectopia cordis" è una malformazione estremamente insolita, che colpisce meno di 10 bambini su un milione.

Dr Bu'Lock ha detto che il team ha deciso di intervenire con un cesareo per ridurre il rischio di infezioni o di traumi che avrebbero potuto danneggiare il cuore e per trovare "una sorta di copertura" dopo per il cuore dopo che la bambina è nata. E, infatti, come secondo nome hanno scelto "Hope", ovvero "Speranza". La bambina è stata messa alla luce Tre settimane fa con un parto cesareo è già in così poco tempo ha subito tre operazioni tutti Con lo scopo di riportare il suo cuore nel petto.

Subito dopo la sua nascita, Vanellope è stata chiusa in un sacchetto di plastica sterile. I primi a credere che Vanellope si sarebbe salvata sono stati i genitori.

In seguito è stata trasferita nel reparto di terapia intensiva e dopo 7 giorni è stata di nuovo operata e nel corso di quest'ultima operazione I medici hanno creato uno spazio necessario per poter posizionare il cuore all'interno. I medici dell'Ospedale Glenfield a Leicester sostengono di non sapere di altri casi in Gran Bretagna di pazienti sopravvissuti. Infine il terzo intervento è servito per prelevare la pelle dalla parte inferiore delle braccia per poterle impiantare sul petto e i medici hanno anche creato una rete per proteggere il suo cuore, visto che la piccola non ha costole e sterno e ancora oggi risulta attaccato ad una macchina che le permette di respirare artificialmente. "Sono felice di essere rimasta sulla mia posizione e di non aver abortito", ha detto Naomi Findlay, la madre di Vanellope, al quotidiano britannico The Guardian. Ora la bimba sta meglio, ma deve continuare a combattere perché la strada è ancora lunga. "È come se la forza di Venellope desse a me la forza di andare avanti", ha raccontato Naomi. Al momento è attaccata al respiratore artificiale, l'ultimo step decisivo. "E anche se lasciano sperare che tutto vada bene, è quasi impossibile avere fiducia in questo".

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