Pensioni, fondi pronti a finanziare l'economia reale

Paterniano Del Favero
Dicembre 13, 2017

E la pensione pubblica è stata per decenni e in qualche modo continua a essere l'unica garanzia quando i lavoratori lasciano il mercato del lavoro. Non è considerato soddisfacente l'impegno dei fondi pensione nel tessuto economico nazionale, a fronte di una pur corretta diversificazione del portafoglio di investimenti sui mercati finanziari internazionali, per circa 47 miliardi di euro. E se la raccolta netta è in crescita lo sono anche i rendimenti, che nel medio-lungo periodo sono nettamente superiori alla rivalutazione del Tfr (la liquidazione dei lavoratori privati).

Nella giornata odierna è stato presentato a Roma il "Rapporto sui fondi pensione negoziali 2017", in occasione dell'Assemblea annuale di Assofondipensione. "Nonostante lo sviluppo dei fondi Pensioni rappresenti una esperienza di successo - ha sostenuto il presidente di Assofondipensione, Giovanni Maggi - non si può tuttavia trascurare che oggi sono iscritti meno di un terzo dei lavoratori potenzialmente aderenti, nonostante una previdenza pubblica non più in grado di garantire trattamenti pensionistici adeguati".

Economia reale e fondi negoziali. Gli investimenti in economia reale si concentrano soprattutto nel private debt, 80,1 milioni, seguito da investimenti immobiliari, 24,1mln, private equity, 8,6 milioni, infrastrutture, 6,7 mln, energie rinnovabili, 3 mln di euro.

"I fondi negoziali sono ormai investitori istituzionali maturi, capaci di essere doppiamente utili all'economia del Paese: da una parte come collettori del risparmio previdenziale, dall'altra come finanziatori dell'economia produttiva".

Tenendo in considerazione gli incentivi fiscali introdotti dalla recente normativa, l'Associazione si propone di trovare una sintesi di sistema che crei le condizioni per consentire ai fondi pensione di destinare, liberamente e volontariamente, almeno una parte del risparmio previdenziale al finanziamento dell'economia reale e allo sviluppo infrastrutturale. Un passaggio accolto con favore dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti e sottoscritto dal presidente degli Industriali Vincenzo Boccia.

Assofondipensione sollecita la crescita dimensionale dei fondi e investimenti nell'economia reale.

Quanto ai rendimenti assicurati dai fondi i dati presentati evidenziano che nei primi sei mesi dell'anno quello medio dell'insieme dei fondi pensione negoziali è cresciuto dello 0,9%, non lontano dal tasso di rivalutazione del Tfr (+1,1%). Nel primo semestre dell'anno il rendimento medio di questi strumenti è stato del +0,9%, un dato su cui hanno pesato le performance poco brillanti del mercato obbligazionario.

Negli ultimi tre anni le adesioni ai fondi pensione negoziali, ovvero quelli istituti sulla base di accordi tra sindacati e imprese, sono aumentati di circa il 13% raggiungendo 2,670 milioni di lavoratori, ma due terzi dei potenziali aderenti resta ancora fuori dal secondo pilastro previdenziale.

I rendimenti 2017, sempre relativi al periodo gennaio-giugno, si attestano a una media dello 0,9%, poco sotto l'1,1% della rivalutazione del TFR.

Gli investimenti diretti e indiretti ammontano a 47,3 miliardi di euro (dati al 30 giugno 2017). Il 20,4% è invece investito in azioni e altri titoli di capitale, il 17,6% in obbligazioni, l'8% in fondi comuni e Etf, il 7,2% in depositi bancari e il restante 0,9% in altre attività.

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