La sedia "transformer" che permette ai disabili di stare in piedi

Barsaba Taglieri
Dicembre 13, 2017

La sedia a rotelle, già ribattezzata sedia transformer, può, appunto, trasformarsi in una sorta di scheletro esterno che consente di mantenere una postura eretta. Messa a punto dal Centro di riabilitazione motoria dell'INAIL di Volterra in collaborazione con l'Istituto di Biorobotica della Scuola superiore Sant'Anna di Pisa, è stata presentata oggi a Roma, nelle sedi dell'INAIL.

Alla presentazione sono intervenuti il presidente e il direttore generale dell'Istituto Crm di Volterra, Massimo De Felice e Giuseppe Lucibello, la professoressa Maria Chiara Carrozza, dell'Istituto di Biorobotica, e il gruppo di progetto tecnico-scientifico formato da Paolo Catitti ed Elisa Taglione, per il Crm, e Stefano Mazzoleni, per la Scuola superiore Sant'Anna. È la carrozzina del futuro, vanto della ricerca e dello sviluppo tecnologico italiane. Partito nel 2013, il progetto è da poco entrato nella fase di sperimentazione clinica, che coinvolgerà una decina di persone e si concluderà a giugno del 2018. "Rispetto alle attuali carrozzine, infatti, Rise garantisce alle persone con gravi problemi motori un approccio frontale, anziché laterale, alle superfici. In questo modo - ha concluso - rende più facile a chi è disabile accostarsi a una scrivania o a un pc, consentendogli di rientrare nel mondo del lavoro". Ma le potenzialità di Rise non finiscono qui. La speciale sedia a rotelle infine è dotata di batterie con un'autonomia massima di circa 6 ore e si ricarica quindi come uno smartphone. "Rise, come indica il termine in inglese che significa 'mettersi in piedi', è un esempio - per Carrozza - di come la tecnologia possa ridurre alcune disabilità, migliorando la qualità della vita delle persone".

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