Lazio-Torino, parla Arturo Diaconale: "Siamo indignati, non crediamo più alla buona fede"

Rufina Vignone
Dicembre 12, 2017

Queste le sue dichiarazioni.

Tanta la rabbia del club capitolino, manifestata in maniera netta dal responsabile della comunicazione, Arturo Diaconale, molto duro ai microfoni di 'Lazio Style Channel': "Il Club è indignato per dei comportamenti ripetuti in più occasioni che hanno danneggiato la Lazio: questi lasciano alimentare il sospetto che ci sia un disegno per azzoppare il campionato dei biancocelesti". Non c'è granché da commentare. Questa è una partita segnata da un pregiudizio grave, inquietante, che ha determinato l'andamento di questa partita. Non si può credere alla buona fede rispetto a delle immagini che sono inequivocabili.

CALCIOPOLI - "È un altro fenomeno. Ce lo dicano e giochiamo solo in EL".

La tecnologia è uno strumento, viene interpretata dalle persone. Una volta può capitare un'interpretazione sbagliata in buona fede, la seconda pure, ma la terza volta...

Diaconale ha poi proseguito: "Al terzo errore, come diceva Agatha Christie, tre indizi fanno una prova". La Var non dà interpretazioni, quelle sono date sempre dalle persone. "Questo suscita un sospetto di questo tipo, e i sospetti devono essere espressi". C'è un problema nei confronti della Lazio e noi dobbiamo protestare. "Non è giusto che un gruppo che lavora e che s'impegna venga penalizzato in maniera così irregolare". Una protesta condivisa da tutta la società romana: "È una cosa inaccettabile". Io sto parlando a nome della società e di tutta la squadra. Rappresento la società in questo momento, parlo a nome del presidente e della squadra: non si possono accettare partite di questo tipo e arbitraggi di questo genere. Non è il primo episodio, ce ne sono stati altri dello stesso tenore, con qualche interprete ricorrenti. "Allora vuol dire che c'è qualcosa che non funziona, e così si rischia di compromettere il campionato".

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