Usa alle Olimpiadi? Una "questione aperta"

Bruno Cirelli
Декабря 8, 2017

Rischiano di passare alla storia come le Olimpiadi degli assenti, quelle invernali in programma a Pyeongchang a partire dal 9 febbraio 2018.

E' ancora una questione aperta la partecipazione della squadra olimpica americana alle prossime Olimpiadi invernali in Corea del Sud. A sollevare dubbi sulla presenza americana è l'ambasciatrice all'Onu, Nikki Haley. Parlando con Fox News, Haley ha precisato che l'amministrazione Trump lavorerà per trovare "il modo migliore" per assicurarsi che gli atleti siano protetti.

"Controlleremo che vengano adottate tutte le misure possibili per garantire la sicurezza degli atleti e per garantire loro la consapevolezza di quello che accade intorno", ha commentato la Hayley. E alla domanda se sia stato "fatto un accordo" sulla partecipazione degli Usa, ha precisato: "Nei colloqui che abbiamo - che si tratti di Gerusalemme o Corea del Nord - la domanda ècome possiamo proteggere i cittadini statunitensi nell'area". Il Comitato Esecutivo è giunto a tale decisione dopo aver esaminato e discusso, martedì a Losanna, i risultati della Commissione guidata dall'ex Presidente della Svizzera Samuel Schmid che si è occupata di stilare un rapporto sulla manipolazione metodica del sistema di antidoping in Russia e ai Giochi Olimpici di Sochi del 2014.

Pyeongchang si trova a soli 100 km dalla frontiera con la Corea del Nord.

Un vero terremoto per la Russia, ma anche per i Giochi Olimpici coreani che devono fare i conti anche con l'assenza dei giocatori NHL al torneo di hockey.

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