Palermo: assolta in appello ricercatrice libica accusata di terrorismo

Bruno Cirelli
Декабря 8, 2017

La corte d'assise d'appello di Palermo, ribaltando la sentenza di primo grado, ha assolto Kadiga Shabbi, la ricercatrice universitaria libica accusata di istigazione a commettere reati in materia di terrorismo. Al termine della camera di consiglio, è arrivato il verdetto. Arrestata nel dicembre del 2015, era stata condannata a un anno e otto mesi di reclusione con il rito abbreviato (con pena sospesa). Ora resterà ora a Palermo dove, fino all'arresto, svolgeva attività di ricerca alla facoltà di Economia e commercio. Dopo la condanna di primo grado Shabbi era stata al centro di una controversa vicenda sulla concessione dell'asilo per motivi umanitari.

La donna era stata trasferita nel Cie di Ponte Galeria a Roma e aveva chiesto e ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiata perchè nel suo Paese c'è la guerra civile. Contro di lei gli investigatori hanno prodotto intercettazioni telefoniche e i dati dei suoi pc. Poi, è tornata nella sua casa di Palermo. Per l'accusa la donna aveva fatto propaganda a gruppi integralisti islamici attraverso il web e diversi contatti con foreign fighters libici. La ricercatrice avrebbe anche tentato di fare avere un visto di studio al nipote, Abdulrazeq Fathi Al Shabbi, combattente ricercato dalle truppe dell'esercito regolare, vicino all'organizzazione Ansar al Sharia, formazione salafita collegata alla rete di jihadismo internazionale. "Attendiamo le motivazioni - dice il legale - ma questa sentenza fa finalmente chiarezza su cosa sia l'apologia del terrorismo".

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