Senato, torna oggi in Aula il biotestamento: si allontana ok ius soli

Bruno Cirelli
Декабря 7, 2017

"Un calendario ambizioso ma realizzabile se, responsabilmente, tutti i gruppi collaboreranno evitando ostruzionismi e interventi finalizzati a rallentare i lavori", ha detto in una nota Luigi Zanda, capogruppo del Pd a Palazzo Madama.

Sul biotestamento il PD sembra non avere dubbi ovvero si farà, lo ha riferito proprio nella mattinata di ieri il Ministro Graziano Delrio e nel pomeriggio è arrivata all'accelerazione del Senato.

Il 19 la riforma del regolamento del Senato. Ed era così nell'aria che sempre stamattina il Senato stesso era stato teatro di una conferenza stampa organizzata dalla Lega Nord, cui ha preso parte anche Massimo Gandolfini, promotore del Family Day, che ha parlato di "legge ideologica, antiscientifica, che rischia di aumentare la mortalità, inemendabile": un giudizio durissimo, che si fa anche politico: "Alle prossime elezioni politiche ci ricorderemo chi ha votato questa legge e chi si è opposto, e il nostro apporto contro il referendum costituzionale è stato stimato in 4 milioni di voti". "Cioè lo discuteremo il giorno del mai", dichiara il capogruppo della Lega Gian Marco Centinaio aggiungendo: "E io ne sono contento". Decisione approvata in tarda serata nonostante Romani e FdL avessero chiesto invece di esaminare prima la riforma sul Regolamento del Senato, invertendo, in pratica, l'ordine del calendario. "Loro dicono che ce la faranno ma io non credo", dice ancora rispondendo a chi gli chiede cosa pensa del timing della discussione. L'articolo 1 prevede invece che, nel rispetto della Costituzione, nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se privo del consenso libero e informato della persona interessata. "E si smetta il gioco della competizione tra diritti civili". L'approssimarsi della fine della legislatura rende quindi più lontano il via libera definitivo al disegno di legge. Gli fa eco il Cinquestellie Endrizzi che afferma: 'lo Ius soli non è una priorità.

Una decisione, questa, che secondo una fonte del governo certifica l'accantonamento del provvedimento, sostenuto dal Pd e dal centrosinistra ma avversato da Ap, dal centrodestra e anche dal M5s.

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