Partiti: la sinistra rinasce con Liberi e uguali, guidata da Grasso

Bruno Cirelli
Декабря 7, 2017

Dov'è la "proposta che viene dal partito" con la candidatura di Grasso?

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"Liberi e Uguali" parte dalla base dei suoi tre partiti che stimiamo attorno al 6%.

Tutti i discorsi sulla congenita voglia di dividersi della sinistra lasciamoli al regista dell'ovvio, Nanni Moretti, e ai suoi seguaci. Per il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, però "la logica del nemico-vicino non ha nulla di nuovo a sinistra".

Ecco perché oggi, sabato 2 dicembre, e domani, domenica 3 dicembre, si assisterà a degli inediti storici nella vicenda secolare della sinistra italiana. Come potrà un candidato del genere appassionare le periferie, che si sentono sempre più tagliate fuori e che ribollono di rabbia e di fascismo? Con l'aggravante che Renzi e il Pd sono stati e continuano ad essere sbeffeggiati alla stregua di garzoni da un discutibilissimo maestro di etica della politica. Tutte le manifestazioni vanno benissimo ma bisogna apprestarsi in modo più politico" tenendo in alto "la bandiera dei nostri valori.

Obiettivo conclamato del nuovo soggetto, infatti, è quello di occupare lo spazio a sinistra di quello che è, allo stato attuale, il principale partito di governo. Dove sono tutti coloro che hanno militato in questi anni, dando corpo e senso a forze politiche plastiche? Lì ci saranno i grandi avversari del renzismo, a cominciare dai 37 deputati e dai 14 senatori usciti dal Pd nel febbraio di quest'anno. Grasso è la figura di riferimento della nuova formazione politica. E alla guida ci sarà il Presidente del Senato Piero Grasso. "Renzi - sottolinea - aveva detto che noi eravamo elettoralmente irrilevanti, quindi questi appelli contraddittori". Insomma: da un lato la nuova formazione politica sarebbe un esempio di estremismo e radicalità, dall'altro non sarebbe abbastanza di sinistra. Sono quasi sicuro che sarà un effetto positivo, può trainare la lista alla doppia cifra. Quella liberale, quella democratica, ma anche quella socialista.

"Il nostro progetto - dice il leader di Possibile, primo big a parlare dal palco di Roma - non è solo mettere insieme la sinistra, che è un'impresa titanica mai riuscita, il nostro progetto è cambiare l'Italia, la sua politica, i suoi rapporti di potere". Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema. E gioca a sfavore sia nel caso Pd e AP si presentino in coalizione, sia che i centristi decidano di correre da soli, come sembra più probabile alla luce del compromesso cui le due anime del partito stanno lavorando per evitare la scissione.

Tuttavia, bisogna considerare che la neonata formazione non è un partito, ma una lista unitaria, il che lascia supporre che le tre componenti che ne fanno parte manterranno la propria fisionomia e indipendenza, e bisognerà vedere se la coesione durerà anche dopo le elezioni. Sull'eventualità di questo rischio, forse, può stare tranquillo. "Mi dispiace, questi calcoli non fanno per me".

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