Gerusalemme: palestinesi indicono sciopero generale

Bruno Cirelli
Декабря 7, 2017

Una nuova "ferma condanna per la determinazione dell'amministrazione Usa di riconoscere Gerusalemme capitale d'Israele e trasferirvi la sua ambasciata" è giunta dal segretario generale della Lega araba, Ahmed Abul Gheit, che ha definito il fatto di "prendersi gioco dello status di Gerusalemme" una "provocazione ingiustificata della sensibilità degli arabi che intensifica l'instabilità nella regione". Il presidente americano "comprende le aspirazioni palestinesi" e sostiene una soluzione con due stati, sottolineano le fonti, aggiungendo che di questo "verrà fatta menzione" nel suo discorso odierno. E, infatti, non solo i palestinesi hanno criticato e respinto questa decisione, ma anche tutto il mondo arabo, la Russia, l'Unione europea e la Cina. "Stupisce che questa decisione sia stata adottata dal capo di uno Stato che si dice portatore di valori di democrazia e libertà".

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha invitato i 57 Paesi membri dell'Organizzazione della cooperazione islamica (Oic) a riunirsi tra una settimana (il 13 dicembre) a Istanbul per un summit straordinario sull'attesa decisione di Trump.

3- l'amministrazione americana e il governo di occupazione hanno una responsabilità per le conseguenze di tale atto, che condurrà la regione verso l'ignoto e avrà ripercussioni sulla fragile stabilità in Medio Oriente. "La posizione della Palestina - viene precisato - resta quella di ritenere che non vi possa essere uno Stato palestinese senza Gerusalemme Est capitale, come previsto dalle risoluzioni delle Nazioni Unite e dall'Iniziativa di pace araba". "Si tratta di un'opportunità che devono avere il coraggio di cogliere".

Quale appello rivolgete alla comunità internazionale e in particolare all'Onu?

"Considero positiva la reazione di Antonio Guterres all'annuncio di Trump". In una conferenza stampa a Ramallah, citata dai media palestinesi, al-Qidwa ha detto che le proteste di rabbia palestinese dovrebbero essere espresse "in modo pacifico e senza danni così da essere utili alla causa nazionale palestinese a questo riguardo".

"D'ora in avanti gli Stati Uniti non possono più prendere parte alla normalizzazione della questione palestinese".

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

Altre relazioni

Discuti questo articolo