Expo, subito il processo

Bruno Cirelli
Dicembre 6, 2017

Il sindaco di Milano Beppe Sala ha chiesto di essere processato con giudizio immediato per la vicenda della cosiddetta "Piastra Expo" che lo vede indagato. Una mossa, insomma, per evitare i tempi (e l'esposizione mediatica) di un'udienza preliminare e per dare modo ai suoi legali di mantenere la posizione di Sala il più possibile distaccata da quella degli altri indagati: anche se non si può escludere che i giudici decidano comunque di riunire tutte le posizioni in un unico dibattimento. "L'unica mia finalità è stata quella di garantire il rispetto dei tempi per l'apertura dell'Esposizione Universale". Da oggi il mio auspicio è che si arrivi in tempi rapidi ad accertare la verità e, quindi, la mia assoluta estraneità ai fatti contestati. E aggiunge: "Quegli stessi fatti, del resto, erano già stati valutati come privi di rilevanza penale sia dalla Guardia di Finanza delegata alle indagini, sia dalla stessa Procura".

"Poiché sono certo che verrà riconosciuta la mia innocenza ed è mia intenzione accelerare quanto più possibile i tempi del processo, ho dato mandato ai miei legali affinché chiedano che si proceda con giudizio immediato". Il sindaco di Milano risulta indagato in qualità di ex commissario Expo. "Si tratta - ha spiegato lo stesso Sala - della modalità più rapida che la legge processuale prevede per arrivare velocemente all'accertamento nel merito delle ipotesi di accusa attraverso il vaglio dibattimentale". Giuseppe Sala assicura poi che ha sempre agito per il bene comune "e continuerò a farlo".

Nelle prossime ore verrà invece definito l'altro filone dell'inchiesta in cui è coinvolto il primo cittadino, quello sulla turbativa d'asta per la fornitura di 6mila alberi al sito dell'Essposizione. La Procura generale, che aveva avocato le indagini alla Procura, lo scorso 19 settembre, aveva chiesto il rinvio a giudizio per Sala, difeso dai legali Scuto e Nespor, e per altri sette imputati, dopo aver ridimensionato le accuse formulate nella fase della chiusura delle indagini. Su quest'altra accusa, i sostituti pg Vincenzo Calia e Massimo Gaballo stanno lavorando in questi giorni per decidere se chiedere l'archiviazione o portare avanti il procedimento con un'altra richiesta di processo.

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