Milioni di euro dai frontalieri, l'accordo fiscale fa paura

Paterniano Del Favero
Dicembre 5, 2017

"Trenta milioni di euro per la nostra provincia".

L'assessore regionale della Lombardia Francesca Brianza ha fatto ieri il punto della situazione sui ristorni dei frontalieri, grazie ai quali "anche quest'anno le Province e i Comuni di confine, avranno risorse essenziali per i servizi e lo sviluppo del territorio". Per quanto riguarda i ristorni indiretti, Regione Lombardia distribuirà alle Province di confine 14 milioni di euro:78mila euro a Lecco, 69mila a Sondrio, 7,6 milioni a Varese e 6,1 milioni a Como, che verranno utilizzati prevalentemente per interventi sulla rete stradale e per la manutenzione di edifici pubblici, in particolare scuole. Per un totale di circa 30 milioni di euro a testa per Varesotto e Comasco. L'assessore regionale ha infatti espresso timore per la firma tra Berna e Roma: "Queste risorse sono di vitale importanza per i nostri Comuni". I ristorni sono le tasse che i lavoratori provenienti da oltre frontiera, residenti nella fascia più prossima alla Svizzera, hanno versato alla Confederazione per il proprio impiego sul territorio elvetico. In base all'accordo fiscale del 1974, una parte di queste somme viene ristornate alle Regioni che a loro volta le destinano agli Enti locali. "Per questo motivo esprimiamo seria preoccupazione per il nuovo accordo fiscale tra Roma e Berna, che non prevederebbe l'esistenza dei ristorni stessi". "Dopo l'esito del Referendum per l'Autonomia abbiamo infatti chiesto al Governo che gli accordi internazionali con gli Stati confinanti la Lombardia, vengano definiti con la nostra partecipazione, e che sia possibile istituire le ZES (zone economiche speciali) così da favorire, attraverso la concessione di agevolazioni fiscali, sviluppo economico ed occupazione per le aree di confine".

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