Gerusalemme capitale, Trump finisce sotto assedio

Bruno Cirelli
Dicembre 5, 2017

Erdogan ha avvertito che un eventuale riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte dell'Amministrazione Usa potrebbe portare a una "rottura" delle relazioni tra la Turchia e lo Stato ebraico.

"Lo status legale di Gerusalemme e il suo status religioso e storico fa sì che sia necessario affrontare con cautela questa questione, che ha anche a che fare con l'identità del popolo palestinese e lo status di Gerusalemme tra i popoli arabi e musulmani", ha detto il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry.

"Un tale riconoscimento - ha proseguito Erekat, in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa Wafa - contribuirebbe a destabilizzare ulteriormente la Regione e scoraggerebbe molti fra quanti ancora credono che una soluzione pacifica sia possibile per mettere fine a 50 anni di occupazione israeliana, a 70 anni di esilio e a decine di anni di violazioni sistematiche dei diritti nazionali ed umani dei palestinesi". La polizia israeliana, lo Shin Bet e il comando centrale dell'esercito - riferiscono i media d'Israele - hanno tenuto in questi giorni numerose riunioni in tal senso. Perché Israele è uno stato ebraico, e sebbene si fregi della nomea di "unica democrazia del Medio Oriente", alla base della sua esistenza - e non della sua costituzione dato che Israele ne è sprovvisto - ci sono i principi della Torah, i testi sacri all'ebraismo, che regolano la vita civile dall'alimentazione al calendario. In Europa è stato il presidente francese Emmanuel Macron che in una telefonata a Trump ha espresso la propria preoccupazione e l'auspicio che la questione si risolva come previsto dagli accordi di Oslo.

E che la possibile decisione di Trump serva ad alimentare il fanatismo e la violenza lo dimostrano le parole di Hamas che chiama i palestinesi alla terza intifada e quelle di Abu Mazen che parla di "fine delle possibilità di pace", anche se questa non è proprio una novità.

Il negoziato su Gerusalemme dovrà essere portato avanti nell'ambito di negoziati che "puntino in particolare alla creazione di due stati, Israele e Palestina, che vivano fianco a fianco e in sicurezza, con Gerusalemme come capitale". E, secondo fonti vicine a Macron, i due hanno convenuto sull'opportunità "di riaffrontare a breve l'argomento". "Signor Trump, non potete prendere una simile decisione", ha aggiunto rivolgendosi direttamente a Trump.

La Turchia mette in guardia dal rischio di "una grande catastrofe".

FEDERICA MOGHERINI - La questione dello status di Gerusalemme si "risolva attraverso i negoziati". è l'appello dell'Alto rappresentante della politica estera Ue Federica Mogherini. Lo ha detto un alto dirigente palestinese. Mentre una nota ufficiale di Riad avvisa che la mossa "irriterebbe i sentimenti del mondo musulmano".

In attesa che Donald Trump annunci la sua decisione, si è fatta sempre più forte la pressione internazionale sul presidente degli Stati uniti affinché non scelga di spostare l'ambasciata americana in Israele da Tel Aviv a Geruasalemme.

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