Gelsomina, torturata e uccisa dalla camorra: lo Stato dice no al risarcimento

Barsaba Taglieri
Dicembre 5, 2017

Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, lo Stato ha deciso di non concedere ai familiari di Gelsomina il risarcimento come vittima innocente di camorra, nonostante la giovane sia stata riconosciuta estranea ad ogni logica criminale.

All'epoca la 22enne fu torturata e il suo corpo venne poi dato alle fiamme, ancora viva, nella propria auto.

Un altro schiaffo alla memoria di Gelsomina Verde, ragazza uccisa e bruciata per vendetta nella prima faida di Scampia tra Scissionisti e Di Lauro. Volevano estorcerle segreti che lei non conosceva e fu punita con la vita. Contro di lei adesso, a distanza di 13 anni dal brutale omicidio, ci si mette anche la burocrazia. L'avvocatura dello Stato e il ministero degli Interni non hanno riconosciuto alla sua famiglia l'indennizzo elargito per le vittime innocenti della criminalità, sostenendo che non ne avevano diritto.

Questa negazione è avvenuta essenzialmente per due motivi, come spiegato da Il Corriere del Mezzogiorno: primo, perché uno dei cugini di secondo grado di Michele Verde, padre di Gelsomina, aveva avuto precedenti penali di natura associativa.

C'è poi un altro punto dolente e riguarda il risarcimento che Cosimo Di Lauro, considerato il mandante di quell'agguato, ha pagato alla famiglia di Gelsomina.

Come si vede se una borsa è di qualità o meno? L'imputato, infatti, pur dichiarandosi estraneo ai fatti, si era detto pronto a risarcire la famiglia con 300mila euro. Ovviamente i parenti ricorerranno in appello e il pronunciamento è atteso per il 21 dicembre 2017.

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