A che posto siamo nella classifica mondiale della pressione fiscale?

Geronimo Vena
Novembre 24, 2017

La pressione fiscale è scesa lievemente ma l'Italia resta il sesto Paese al mondo in cui si pagano più tasse.

L'Italia si posiziona sotto soltanto a Danimarca (45,9%), Francia (45,3%), Belgio (44,2%), FInlandia (44,1%) e Svezia (44,1%) e davanti all'Austria (39,4%) e all'Ungheria (38,8%). Nel 2000 la media dei Paesi Ocse era all'83,8% e l'Italia al 91,6%, sempre nettamente prima. In rapporto al reddito nazionale siamo invece al tredicesimo posto.

Se è vero che nel 2016, il livello di pressione fiscale in Italia è sceso al 42,9% del PIL ovvero 0,4 punti in meno rispetto al 43,3% registrato nel 2015, il dato è comunque al di sopra del 34,3% che si riscontra in media nell'area OCSE, dove il livello è anche aumentato di 0,3 punti. Dall'inizio del nuovo millennio il picco di pressione fiscale è stato toccato nel 2013, con il 44,1%, all'opposto il minimo risale al 2005 con il 39,1%.

L'Italia è il Paese Ocse che fa più 'cassa' con la tasse, prosegue il rapporto, secondo il quale in Italia la percentuale di entrate fiscali sul totale delle entrate del Governo nel 2015 si attesta al 91,4%, contro una media Ocse dell'82%. Alto il livello di tasse sul reddito:il 26% sul totale delle entrate nel 2015 contro il 24,4% della media Osce;mentre è minore il peso sul reddito delle società: 4,7% contro l'8,9% della media. Le tasse sulle proprietà immobiliari in Italia pesano il 6,5%, contro il 5%, 8 della media Ocse, mentre le imposte indirette, che l'Ocse calcola come tasse sul valore aggiunto e altre imposte sui consumi, pesano in Italia rispettivamente 14,2% e del 131%, contro il 20% e il 12,4% della media Ocse. In percentuale è il livello piu' alto tra i 35 Paesi dell'organizzazione di Parigi, seguita dal 90,5% della Nuova Zelanda e dall'87,3% della Spagna.

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