Messina, indagato neo deputato Genovese Jr

Bruno Cirelli
Novembre 23, 2017

Secondo i pm della Procura messinese, diretta da Maurizio De Lucia, avrebbe cercato di evitare che i beni venissero colpiti da una misura patrimoniale, trasferendo soldi e altro all'estero.

Il piccolo Genovese sarà tra i tre deputati a salire sui banchi della Presidenza dell'Assemblea siciliana alla prima seduta della legislatura che si aprirà tra una ventina giorni nonostante indagato per riciclaggio.

I reati ipotizzati a carico dei due e di altri familiari sono riciclaggio ed evasione fiscale, come recita l'avviso di garanzia recapitato oggi ai Genovese. Sequestrati anche la lussuosa villa in cui abita la famiglia Genovese a Ganzirri, a Messina. E anche diversi appartamenti tra Roma e la Sicilia.

Chiara Schirò, moglie di Francantonio e madre di Luigi Genovece, aveva aderito alla voluntary disclosure per la parte di sua competenze e ai limitati effetti delle sanzioni previste dalla annualità in corso di accertamento, da qui sono nate nuove indagini che hanno fatto emergere nuovi illeciti gravi. Si parla di un giro da 16 milioni di euro.

Luigi Genovese indagato per riciclaggio

Gli indagati, infatti, avvalendosi di alcune società a loro riconducibili, hanno posto in essere diverse operazioni immobiliari volte a trasferire ad altri soggetti benni immobili e disponibilità finanziarie in possesso di Francantonio Genovese per eludere il possibile sequestro dei 16 milioni frutto del riciclaggio e per sottrarsi al pagamento delle imposte per un ammontare di circa 25 milioni di euro.

Genovese si sarebbe quindi spogliato del proprio patrimonio finanziario e immobiliari tramite società schermo GE.FIN. s.r.l. (ora L&A Group s.r.l.) e Ge.Pa. s.r.l, di cui deteneva il 99% e il 45% delle quote sociali, trasferendoli al figlio Luigi insieme al denaro proveniente dal riciclaggio.

Per la Guardia di Finanza, che ha condotto l'indagine, i Genovese avrebbero usato quella che nel gergo si chiama la "tecnica dell'altalena".

Le partecipazioni societarie sono state dismesse attraverso strumentali e complesse operazioni di riorganizzazione del patrimonio sociale delle medesime. Il primo - poi scarcerato - è stato Cateno De Luca, eletto nelle fila dell'Udc: dopo l'arresto per evasione e la successiva scarcerazione, De Luca ha promesso denunce per tutte. E ancora, Riccardo Savona, deputato regionale eletto a Palermo nella lista di Forza Italia: indagato per truffa e appropriazione indebita.

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