Torino, l'addestratore non fu sbranato dal bull terrier. Morì per un malore

Bruno Cirelli
Novembre 22, 2017

"Una tragedia annunciata, che fa seguito ad una lunga scia di morti provocata in Italia da cani potenzialmente pericolosi per l'uomo", avverte il Codacons che, commentando la morte di un addestratore nel torinese con il suo presidente Carlo Rienzi dice: "Da anni chiediamo di prendere provvedimenti in tema di cani pericolosi ma le istituzioni rimangono immobili a guardare bambini e uomini morire sbranati".

Il corpo senza vita di Davide Lobue è stato ritrovato sabato sera da un ragazzo, insospettito dal continuo abbaiare di un cane.

Si ipotizza anche che il 26enne sia morto per un malore e non a causa delle ferite riportate dai morsi del cane. A dirlo il risultato dell'autopsia effettuata oggi dal medico legale Roberto Testi, secondo il quale l'animale avrebbe inferto i colpi finali sul corpo senza però causarne la morte.

Le lesioni sono avvenute "post mortem".

A creare ancora più mistero sul caso c'è la professione di Davide, che era istruttore cinofilo.

Tragedia a Chivasso dove un ragazzo di 26 anni è morto sbranato da un bull terrier, detto il cane gladiatore. Il cane aveva problemi comportamentali e il padrone, Daniele Conte, sperava di poterli risolvere grazie a Davide. Il cane, che ha un anno e sei mesi, è stato temporaneamente affidato al canile di Settimo ed è sotto osservazione sanitaria. Sull'accaduto sono in corso le indagini dei carabinieri.

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