Mladic condannato all'ergastolo dal tribunale dell'Aja

Bruno Cirelli
Novembre 22, 2017

Il Tribunale dell'Aja ha condannato all' ergastolo l'ex generale Mladic comandante delle forze serbo-bosniache nel conflitto in Bosnia del 1992-1995.

"I crimini commessi si classificano tra quelli più efferati conosciuti all'umanità, e includono genocidio e sterminio come crimine dell'umanità", ha detto il presidente del tribunale Alphons Orie leggendo il riassunto della sentenza. Il Tribunale internazionale dell'Aia per i crimini nella ex-Yugoslavia ha giudicato Mladic, soprannominato "il macellaio della Bosnia", colpevole di 10 capi d'accusa sugli 11 per il quale era processato.

Mladic si è presentato in aula con una giacca scura, una camicia bianca e una cravatta rossa. Una scena già vista in passato, il marchio di sfida di un uomo che non si è mai pentito e ha continuato a dichiararsi innocente.

Mladic oggi ha 74 anni e, secondo i suoi avvocati, è in cattive condizioni di salute. Mladic è stato infatti allontanato dall'aula dopo aver urlato contro i giudici. Al quel punto è stato allontanato dall'aula e l'udienza e ripresa senza di lui. Ne è nato un inizio di colluttazione, e la polizia olandese è intervenuta per calmare la situazione. "È triste assistere all'esaltazione del genocidio e degli stupri di massa ai danni delle donne non serbe, in particolare bosniache".

Ad attendere la decisione della corte c'erano anche le associazione delle vittime di guerra. Il processo non si concluse a causa della morte di Milosevic nel 2006. Si faceva chiamare Milorad Komadic e viveva a Lazarevo, un villaggio nelle vicinanze della città di Zrenjanin, nella regione della Vojvodina. Una sentenza che l'ex generale non ha nemmeno ascoltato. Il verdetto arriva a oltre 20 anni dalla fine di una guerra che provocò oltre 100 mila vittime e più di 2 milioni di sfollati.

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