Minacce all'attrice Deepika Padukone: "Bruciatela viva"

Bruno Cirelli
Novembre 22, 2017

Dunque, il regista Sanjay Leela Bhansali che assicura di non aver in alcun modo distorto la storia, vede chiaramente nell'insistenza sull'accuratezza storica una violazione della creatività. La pellicola è stata bloccata dalla censura, doveva essere nelle sale il primo dicembre: sia il regista che l'attrice hanno ricevuto diverse minacce di morte. Un caso che ha scosso l'opinione pubblica indiana e di tutto il mondo. Il fatto è che Deepika non è una principiante: nata a Copenhagen ma cresciuta a Bangalore, la trentenne è ormai diventata un simbolo della lotta per i diritti delle donne, partecipando a diverse manifestazioni e alzando la voce appena si presenta l'occasione, sempre a viso scoperto e senza paura apparente.

Il film, che racconta la storia della regina Indù Padmavati, si è ritorta contro l'attrice che ha interpretato la sovrana. In realtà, non risulta evidenza storica della regina Padmavati e il racconto è stato rimaneggiato più volte attraverso i secoli nell'India del nord.

Le riprese del film sono state spesso interrotte per violenti attacchi di vandali al set e anche il regista è stato minacciato di morte. La pellicola è tratta da Padmavat, poema epico del XVI secolo che racconta la storia della regina Rani Padmini, nota anche come Padmavati: nel 1313, assieme a un'altra sua pari (entrambe facevano parte dell'harem del re), preferì il suicidio piuttosto che divenire schiava del sultano di Delhi, che aveva portato a termine con successo un lungo assedio al Chittor Fort.

Ieri l'ultima provocazione. Dopo che il Cbfc, l'organo di censura preventiva indiano, ha confermato la sospensione della proiezione del film di Bhansali, il gruppo Akhil Bhartiya Kshatriya Mahasabha (Abkm) ha manifestato il suo dissenso. E il responsabile della sezione giovanile dell'Abkm, Bhuvneshwar Singh, ha detto al riguardo: "Deepika dovrebbe sapere cosa si prova ad essere bruciati vivi".

Sembra che col suo ruolo la star avesse messo in gioco la memoria della povera Padmavatì, accendendo il furore del portavoce di Abkm: "L'attrice non potrà mai immaginare il sacrificio della nostra regina!". Siamo pronti a dare 10 milioni di rupie (130.000 euro) a chi dovesse bruciarla viva. "Chiediamo agli organizzatori di mostrarci il film prima che sia autorizzato ad andare nelle sale".

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