Merkel fallisce l'obiettivo. Nessun accordo per la coalizione di Governo

Bruno Cirelli
Novembre 20, 2017

I social democratici di Martin Schulz, numericamente in grado di formare un nuovo governo di Grosse Koalition con Merkel, come l'uscente, non sono disponibili. Che il compito fosse arduo lo si era capito fin dall'esito del voto: una vittoria dal retrogusto amaro, quella ottenuta dal partito del Cancelliere Merkel CDU/CSU che era arrivato al 33% delle preferenze confermandosi il primo partito scelto dagli elettori tedeschi, ma arretrando rispetto al 2013, quando prese il 41,5%. "Io credo che si sarebbe potuto trovare il filo per arrivare a una soluzione".

A sentire Juergen Trittin, il negoziatore degli ecologisti, che ha fatto più di una volta saltare i nervi ai conservatori, nella sede del Land del Baden-Wuerttenberg, dove oggi si è tenuta l'ultima seduta del confronto (l'ultimatum dei liberali era scaduto alle 18) sono rimasti "tutti un po' scioccati e indignati" dal passo di Lindner.

A mezzanotte di domenica le trattative per formare un governo "Giamaica", come è stata battezzata la possibile coalizione tra Csu-Cdu, liberali dell'Fdp e Verdi, sono fallite per decisione del leader Fdp Christian Lindner, secondo cui "sono stati messi in discussione impegni specifici" e "è meglio non governare che farlo nel modo sbagliato". Intanto ha assicurato che farà "di tutto per garantire che questo Paese sia ben gestito nelle difficili prossime settimane". Il 20 novembre la cancelliera informerà il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, del fallimento dei colloqui. "Significa che bisogna andare avanti", ha aggiunto, senza dettagliare. Il nodo cruciale su cui si sono arenate le trattative è stata la questione dell'immigrazione e in particolare i ricongiungimenti familiari. La Fdp ne ha 80 e i Verdi 67.

Il timore è che nuove elezioni vedano rafforzarsi il voto di protesta e i populisti, dopo che già a settembre l'estrema destra di Alternative für Deutschland è entrata in Parlamento diventando la terza forza del Paese con 92 deputati su 709. La parola passa ora al presidente della Repubblica. La Germania "è un Paese molto influente nell'Ue" e ora "non hanno un governo, quindi non hanno un mandato".

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