Carlo Tavecchio si è dimesso "Sciacallaggio politico su di me"

Rufina Vignone
Novembre 20, 2017

Nella ricerca delle responsabilita' della grave crisi del calcio italiano dopo la mancata qualificazione al Mondiale, e' questo - risulta all'Ansa - che Carlo Tavecchio ha detto oggi ai consiglieri della Figc prima di chiedere le dimissioni di tutto il consiglio, ovviamente a cominciare da se stesso.

Carlo Tavecchio ha lasciato la Figc dopo essere stato abbandonato anche dalla Lega Dilettanti.

"Da statuto si procede con il commissariamento - ha detto - I fatti erano chiari, oggettivi, l'ho detto più volte nei giorni scorsi: con un presidente federale che si è dimesso, due componenti importanti come le Leghe di A e di B senza rappresentanti, altre componenti che hanno preso orientamenti diversi, consiglierei agli amici del calcio che non è il caso di farsi dell'altro male". "Le ambizioni e gli sciacallaggi politici hanno impedito di confrontarci sulle ragioni di questo risultato e ho preso atto del cambiamento di atteggiamento di alcuni di voi".

A renderlo noto ai cronisti è stato il presidente degli arbitri Marcello Nicchi. Personalmente ho un'agenda molto molto complicata e soprattutto tra 90 giorni c'è un'Olimpiade in arrivo, peraltro lontana e con un fuso orario diverso - ha detto Malagò -. "Nonostante il documento che mi hanno richiesto e condiviso, non sono disposti nemmeno a discuterlo". Tavecchio sembrava essere restio a rassegnare quelle dimissioni che invece da più parti venivamo invocate dopo l'eliminazione dell'Italia dalla fase finale dei Mondiali. All'ordine del giorno della Giunta semplicemente "comunicazioni del presidente". Dopo aver letto un discorso d'addio, l'ex numero uno di via Allegri ha abbandonato il Consiglio Federale (durato circa un quarto d'ora dopo le dichiarazioni di voto) e rassegnato le proprie dimissioni.

Dal Governo al Coni, senza dimenticare il sindacato dei calciatori (Aic) e la Lega Pro di Gabriele Gravina, erano arrivate forti critiche nei confronti del presidente della Figc.

Tavecchio, che ha puntato anche il dito contro quello che ha chiamato "sciacallaggio politico" per affossarlo, ha anche rivendicato i risultati ottenuti sotto la sua presidenza. Anche il no di Carlo Ancelotti come prossimo CT della Nazionale ha avuto un suo peso: l'ex milanista era il suo nome di punta da sfruttare in Consiglio e, senza di lui, non gli erano rimaste molte carte in mano.

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