Pensioni: Cgil, proposta governo riguarda solo il 2% dei lavoratori in uscita

Paterniano Del Favero
Novembre 18, 2017

I vertici provinciali di Cgil, Cisl e Uil di Udine, insieme a 235 delegati, si sono riuniti oggi a Pasian di Prato per affidare alle segreterie nazionali il compito di fermare l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni previsto dal 2019 e fare in modo che si tenga conto delle diverse aspettative di vita delle varie professioni.

L'ufficio previdenza della Cgil ha compiuto un'analisi sulla proposta che il Governo ha presentato ai sindacati in tema di pensioni.

Il premier Paolo Gentiloni ha messo sul tavolo di confronto con i sindacati altre due proposte per arricchire il pacchetto sulle pensioni: la prima riguarda l'estensione delle esenzioni dall'aumento di cinque mesi delle categorie definite gravose anche alle pensioni di anzianità (e non solo alle pensioni di vecchiaia); la seconda l'istituzione di un fondo per i potenziali risparmi di spesa con l'obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell'Ape Sociale. I dati della Cgil sulle proposte del Governo. Nel triennio 2018-2020 i costi delle misure proposte dal Governo sarebbe di appena 61 milioni. Il costo di tale novità impatterà sul sistema previdenziale solo a partire dal 2019, e nel triennio sarà pari a euro 46.066.611. Le misure sulla previdenza complementare dei dipendenti pubblici invece incideranno per 11.500.722 euro a causa delle minori entrate Irpef per lo Stato, e per 4.272.840 euro per la percentuale a carico del datore di lavoro pubblico. "In caso contrario - conclude Ghiselli - non potremmo che essere coerenti con l'impegno preso con i lavoratori e i pensionati, quello di dare continuità ed intensificare la nostra mobilitazione". Per l'esecutivo si tratta di una platea di 15mila - e con le modifiche aumenterà - mentre per Camusso sono solo 4 mila i lavoratori coinvolti.

"Ci riferiamo - spiega la federazione dei trasporti della Cgil - al mondo complesso del facchinaggio, che comprende molteplici e differenti attività nei porti, negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei centri logistici, alla navigazione delle acque interne e lagunari, del tutto assimilabile per disagio e responsabilità alle mansioni dei marittimi, che richiedono analoghe competenze certificate, agli addetti agli impianti di risalita, che svolgono la loro attività spesso in condizioni climatiche proibitive, fino al personale delle pulizie dei treni".

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