Giornata internazionale degli studenti, a Palermo si torna in piazza contro l'alternanza

Paterniano Del Favero
Novembre 18, 2017

"Lo Stato, in questi anni di crisi economica, ha tagliato l'istruzione più che qualsiasi altro settore pubblico - dichiara Elisa Marchetti, coordinatrice nazionale dell'Udu -".

MONTEBELLUNA Venerdì mattina a Montebelluna centinaia di studenti hanno aderito alla manifestazione nazionale "Scuola e Università sono in rosso" promossa dalla Rete degli Studenti Medi e da UDU - Unione degli Universitari in occasione della Giornata Internazionale dello Studente.

Poi il 4 dicembre prossimo è stato messo in calendario un incontro con il presidente Enrico Rossi per discutere di tutti i tempi posti oggi e per avere la risposte operative da parte della Regione Toscana. Proprio oggi, giornata internazionale del diritto allo studio, attraverso le strade di Mestre abbiamo dato un segnale forte e chiaro: "la scuola è sempre meno un luogo di formazione e crescita, e sempre più una fabbrica che produce precari a vita". L'Italia investe il 7,1% del PIL in istruzione, ultimi tra i paesi più sviluppati: la media OCSE è infatti al 11,3%! I costi per sostenere i percorsi di studio sono elevatissimi. Terminare le scuole superiori comporta enormi sacrifici per via dei costi altissimi di trasporti e libri, a causa di un diritto allo studio praticamente inesistente.

Come promesso il Coordinamento Studenti Medi sono scesi in piazza per contestare gli Stati Generali, continuando una mobilitazione iniziata il 13 ottobre scorso. L'abbandono scolastico è ancora troppo alto e crescono i numeri chiusi che impediscono agli studenti di accedere all'università.

Dichiara Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi: "Ancora una volta si sceglie di investire 290 milioni per una manovra a pioggia come il Bonus Cultura, e non in misure progressive, mentre dei 114 milioni in avanzo dal 2015 per il mancato utilizzo si è persa traccia".

E alle ore 15 davanti a Montecitorio si terrà un' assemblea di studenti e lavoratori contro la Legge di Stabilità 2018 fanno sapere Rete della Conoscenza e Unione degli Studenti, che annunciano "una settimana di iniziative che si concluderanno nuovamente con cortei il 24 novembre". Al contrario in questa legge di bilancio, al diritto allo studio scolastico non rimangono che briciole, mentre è evidente - e i dati riportati dall'indagine di Save The Children lo dimostrano - che la condizione economica di partenza incide nel percorso scolastico e determina il successo formativo. L'alternanza scuola lavoro è stata resa obbligatoria tre anni fa senza garantire a tutti percorsi di qualità e diritti. "Vogliamo un investimento sulla formazione dei nostri docenti, vogliamo che siano garantite la qualità, la gratuità dei percorsi e una vera carta dei diritti degli studenti in alternanza".

Ultima questione per la quale la Rete degli Studenti Medi ha deciso di battersi è quella relativa ai fondi destinati all'edilizia scolastica. Il corteo, scortato a distanza dalle forze dell'ordine, si è diretto verso il Ministero dell'Universirà e della Ricerca scientifica in viale Trastevere. "Simbolicamente alcuni di noi si sono messi in mutande per dire che la scuola non ci sta lasciando neanche più i vestiti", ha commentato la studentessa Elena Turchi.

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