Madrid ammette: "La mente degli attacchi di Barcellona era un nostro informatore"

Bruno Cirelli
Novembre 17, 2017

L'Isis aveva rivendicato l'attacco e il premier spagnolo Mariano Rajoy aveva confermato la "matrice jihadista" dell'attentato. Il 17 agosto un furgone bianco a noleggio si lanciò contro la folla sulla Rambla mentre altri cinque terroristi, nella notte, attaccarono a coltellate i passanti sul lungomare di Cambrils. L'imam Es Satti è morto nell'esplosiione dell'abitazione usata dalla cellula terroristica per preparare gli attentati.

In totale, in quella giornata di follia, morirono 15 persone e rimasero ferite 134.

Il suo progetto, però, era un altro: farsi esplodere in un attacco kamikaze ancora più grave, davanti alla Sagrada Familia.

Abdelbaki Es-Satty era entrato in contatto con gli 007 a Castellon nel 2014, dove scontava una perna per traffico di droga. Non è chiaro per quanto tempo collaborò con i servizi segreti.

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