Stasi in aula come parte offesa: "Minacciato su Facebook"

Bruno Cirelli
Novembre 15, 2017

L'indagine nei confronti della donna, ora imputata per diffamazione e minacce aggravate, è scattata in seguito alla denuncia dell'ex bocconiano, che sta scontando nel carcere di Bollate la condanna a 16 anni per l'omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi, massacrata la mattina del 13 agosto 2007 nella sua villetta di Garlasco, nel Pavese.

Alberto Stasi è tornato in tribunale, questa volta non in veste di imputato ma come parte lesa di un processo a carico dell'amministratrice del gruppo Facebook "Delitto Garlasco: chiediamo giustizia per Chiara Poggi", che vede iscritte oltre 1100 persone.

Durante la sua deposizione in aula, Alberto Stasi ha raccontato di essersi accorto della pagina "incriminata" nel dicembre 2011. Su quella pagina Facebook era stati espressi giudizi sul processo, avevano insinuato che "io avevo il codice dell'allarme della casa dei Poggi - ha aggiunto Stasi - E poi considerazione inerenti la mia vita personale, che facevo festini a sfondo omosessuale".

L'ex bocconiano di Garlasco ha raccontato di essere stato pedinato e fotografato dalla donna imputata mentre era nella sua auto in un parcheggio a Milano, alla stazione metro di Famagosta. Inoltre c'erano frasi di minacce come "Stasi sei finito, la pagherai, non basteranno i proiettili a fermare la parola divina".

Il processo riprenderà il prossimo 14 febbraio.

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