Italia, Ulivieri: "Ventura non è il solo colpevole. Ancelotti? Scelta facile"

Rufina Vignone
Novembre 15, 2017

"Tavecchio non si è dimesso per scelta personale". Proprio quest'ultimo, presidente dell'Associazione Allenatori, ha dichiarato all'ingresso nella sede della Federcalcio: "Sono qui per parlare". Ho visto l'intervista tre volte e non ci credevo: mi aspettavo di meglio da un capo. Poi il presidente del CONI Malagò, facendo una dichiarazione del genere, ha dimostrato di essere un capo che non riconosco più. Si è fatto la domanda e si è risposto per paura che non gliela facessero. Il presidente Tavecchio ha detto che non si dimette, seguendo il percorso ordinario: chiederà la fiducia al Consiglio Federale. In questi ultimi giorni ho amato i nostri giocatori nella sconfitta così come ho amato il pubblico che fino al 90' è stato vicino a questi ragazzi che se lo sono meritato. "Se l'avrà andrà avanti, altrimenti no". Per quanto riguarda le nostro poltrone, non sono comode e non ci rendono: "è solo lavoro, è solo impegno". Non servirebbe un segnale anche oggi? "Non è una rivendicazione sindacale, ma di buon senso".

Giornata importante per l'Italia calcistica, dal momento che, come promesso, i vertici italiani saranno in riunione per decidere il futuro di Ventura, della Nazionale e, come sperano tifosi e addetti ai lavori, della Figc.

ANCELOTTI - "Sarebbe la soluzione più facile se fosse possibile, ma non dobbiamo essere obbligatoriamente legati al grande nome". Non è questo, il discorso riguarda tutti noi e tutto il movimento. "È un grande allenatore e un grande uomo. Non vogliamo farlo, vogliamo valutare con serenità".

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