Albertini: "Ora un bel progetto sportivo. Spazio alle seconde squadre"

Rufina Vignone
Novembre 15, 2017

"Non so se le cose sarebbero andate diversamente se ci fossi stato io al posto di Tavecchio - ha ammesso Albertini -, ma anche questa è la bellezza dello sport. Non sto parlando di ruolo, ma della forma", dice l'ex giocatore del Milan, che si vedrebbe più in veste di collaboratore, durante la conferenza stampa di presentazione del Gran Galà del Calcio dell'AIC in programma il 27 novembre a Milano. Bisognerebbe invece capire quali siano state le cause e magari avere il coraggio di poter cambiare, questo è il mio pensiero da esterno e da chi si è messo a disposizione 3 anni fa. Da dove partirei? Credo un bel progetto sportivo sia una cosa importante, non sono qui per presentare una candidatura. Credo che la Nazionale, con tutti i difetti che potesse avere, aveva tutte le carte in regola per andare al mondiale. C'è necessità di un progetto, ci vogliono le seconde squadre, si deve avere il coraggio di guardarsi dentro e ripartire.

Reputo i calciatori azzurri dei campioni, chi indossa la maglia della Nazionale sa sempre cosa fare. Sinceramente vado avanti con le mie scelte, se c'è poi da condividere qualcosa lo farò sicuramente. "Ventura? È sempre difficile perché facendo l'imprenditore ora, non raggiungendo gli obiettivi primari, non mi dimetterei, ma certamente chiuderei". Chi al suo posto? Oggi giudicare l'operato di qualcuno è la cosa più semplice. Se dovessi pensare ad un uomo di esperienza il primo nome che mi viene in mente è quello di Ancelotti, ma deciderà il presidente. "Ci deve essere una visione comune delle componenti, su questo, però, sono dubbioso".

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE