Venezuela a un passo dal default

Bruno Cirelli
Novembre 14, 2017

A renderlo noto è l'agenzia di rating Standard&Poor's, che ha dichiarato il Paese in "default selettivo" per una cifra da 200 milioni di dollari di bound che non è stato in grado di ripagare.

A gravare sulla situazione del Venezuela sono anche le sanzioni statunitensi, che hanno senza dubbio appesantito in modo significativo una situazione già complessa, anche se fino all'ultimo il governo ha tentato di rassicurare gli obbligazionisti a proposito dell'intenzione di continuare ad effettuare i versamenti dovuti.

L'incontro a porte chiuse è durato appena 25 minuti e si è chiuso senza accordo e senza un piano, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti. Il vicepresidente venezuelano, Tarek El Aissami, ha fatto un lungo discorso nel quale ha accusato gli Stati Uniti di aver organizzato una persecuzione finanziaria contro il Venezuela. "Il reddito pro-capite è ai livelli degli anni '50 mentre la contrazione del Pil non è paragonabile nemmeno a quella che si registrò con la crisi del '29".

"A differenza dei paesi che compongono il blocco europeo, non cerchiamo di allontanare l'attenzione dai problemi, attaccando altre nazioni", conclude il governo di Caracas ribadendo "il suo irrevocabile carattere indipendente e sovrano" e denunciando "questi atti ostili davanti alla Comunità Internazionale".

Si tratta di misure reversibili, che potranno mutare a seconda dell'evoluzione della situazione nel Paese, "in particolare, a fronte dello svolgimento di negoziati credibili e significativi, del rispetto delle istituzioni democratiche, delll'adozione di un calendario elettorale competo e della liberazione di tutti i prigionieri politici". "Bisogna capire il ruolo che avrà la Russia in questo scenario perché la crisi economica e politica è davvero grave".

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