Tank e militari nel centro di Harare: si teme un golpe

Bruno Cirelli
Novembre 14, 2017

È quanto riferiscono fonti locali citate dall'edizione online del quotidiano britannico "The Independent".

Il capo delle forze armate dello Zimbabwe, Constantino Chiwenga, ha intimato indirettamente al presidente Robert Mugabe di fermare l'epurazione che ha portato alla fuga del vicepresidente, potenziale successore dell'ultranovantenne capo di Stato. Il clima nel Paese africano è stato avvelanato dalla stagione di epurazioni avviata dal presidente 93enne Robert Mugabe, che ha recentemente costretto all'esilio il suo vice, e possibile delfino, Emmerson Mnangagwa, accusato di slealtà, mancanza di rispetto e disonestà. "Se si tratterà di proteggere la nostra rivoluzione, l'esercito non esiterà a intervenire", ha messo in guardia il generale. La decisione è stata annunciata dal portavoce del partito, Simon Khaya Moyo, secondo cui Mnangagwa "mancava di disciplina". Sul fronte opposto, sono schierati i veterani della guerra d'indipendenza dello Zimbabwe, che una volta godevano di una posizione privilegiata sotto la presidenza Mugabe, ma negli ultimi anni sono stati estromessi dai ruoli più importanti del governo e del partito. Mutsvangwa ha inoltre denunciato che il partito Zanu-Pf è ormai "di proprietà personale" del presidente Robert Mugabe ed è controllato da "piccoli pesci indisciplinati, egocentrici e autoreferenziali che derivano il loro potere non dal popolo né dal partito ma dai due individui che condividono il potere" (il riferimento è a Mugabe e alla first lady Grace). Il presidente sinora era riuscito a gestire le faide interne al suo partito, lo Zanu Pf. Il leader sta pensando di ricandidarsi il prossimo anno, con grandi probabilità di vittoria.

Grace Mugabe ha molto seguito nell'ala giovanile del partito di maggioranza Zanu-Pf.

In precedenza lo stesso Mutsvangwa aveva affermato che dietro la rimozione di Mnangagwa c'è la regia della first lady Grace Mugabe.

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