Tifosi atalantini a Roma per ricordare Gabriele Sandri, ucciso 10 anni fa

Bruno Cirelli
Novembre 13, 2017

Il giovane tifoso biancoceleste si trovava presso l'autogrill di Arezzo e stava andando a Milano per vedere la partita della Lazio, ma un colpo sparato dall'altro lato dell'autostrada, da parte dell'agente della Polstrada Luigi Spaccarotella, costò la vita al 26enne romano. Ad ucciderlo l'agente di polizia Luigi Spaccarotella, poi condannato a 9 anni e 4 mesi di reclusione per "omicidio volontario". A distanza di cinque anni può lasciare il carcere nelle ore diurne. Alla notizia di tafferugli fra un gruppetto di tifosi laziali e una macchina con sopra alcuni supporter della Juventus, il poliziotto accorse insieme ai colleghi e, dall'area di servizio sul lato opposto dell'autostrada esplose un colpo di pistola che superò la carreggiata e colpì Sandri alla testa, pur trovandosi a parecchie decine di metri di distanza. "E quindi perdonare una persona che non è pentita che senso ha?". Gabriele sta male, perde sangue. Vengono chiamati i soccorsi, arriva anche la volante di Spaccarotella, ma il ragazzo muore sul sedile dell'auto dove rimarrà per diverse ore prima della fine degli accertamenti.

Dieci anni fa moriva Gabriele Sandri, era l'11 novembre del 2007. Dopo tutto questo tempo, il papà Giorgio e il fratello Cristiano si trovano ancora lì, nel negozio alla Balduina, a ricordare gli affetti del figlio, la sua passione per il calcio, le sue emozioni. "Rispetto e cordoglio per Gabriele Sandri", recita uno striscione affisso in Via Piccolomini, firmato "Roma".

Oggi alle 14.30 il sit in con tifosi di tutta Italia e stranieri, davanti alla Curva Nord, all'Olimpico, per ricordare Gabbo. A Badia al Pino, nel luogo dove Sandri morì, soste e omaggi di fiori alla stele, ma non sono previste iniziative organizzate. Ricorre quindi oggi il decennale di quei tragici eventi, (il campionato si fermò interamente, cosa mai accaduta prima) e per l'occasione, il padre Giorgio Sandri, è stato intervistato dai microfoni del Corriere della Sera: "Il dolore è sempre uguale nella mia mente, certo si va avanti, sono passati 10 anni e si cerca di vivere". "Gabriele con noi." E ancora: "Sul nostro mare il tuo volto riflesso e il tuo ricordo ben impresso".

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