Per italiani pensione dura meno media Ue

Paterniano Del Favero
Novembre 13, 2017

Soprattutto per le nuove generazioni, già vittime delle difficili condizioni del mercato del lavoro. Lieve apertura del Governo sulla possibilità di bloccare l'incremento dell'età pensionabile nel 2019 per chi svolge lavori gravosi: nell'incontro tecnico di questa mattina tra Governo e sindacati - spiegano fonti sindacali - l'Esecutivo avrebbe proposto di fissare il requisito contributivo per mantenere l'età di vecchiaia a 66 anni e sette mesi per 15 attività gravose (evitando quindi il passaggio a 67 anni) a 30 anni. "Opzione generalizzata che, come noto, il sindacato non condivide", conclude lo studio. "Quindi - sottolinea Proietti - non c'è nessun motivo per aumentare l'età pensionabile in modo generalizzato, continuando a fare parti uguali tra diseguali".

Anzi, insiste Proietti, "bisogna congelare l'adeguamento e avviare un tavolo di studio che consideri le peculiarità dei singoli lavori, come previsto nel verbale governo-sindacati siglato lo scorso anno".

L'ultima novità sulle pensioni oggi arriva dal Governo, che ha presentato ai sindacati la sua proposta di modifica alla riforma pensioni e, nello specifico, in merito al calcolo dell'età pensionabile in relazione all'aspettativa di vita Istat.

Gli italiani godono di buona salute ed hanno un'ottima aspettativa di vita ma visto il ritardo di 3 anni del momento di andare in pensione rispetto alla media europea, ci restano per una durata di tempo inferiore rispetto agli altri paesi Ue: gli uomini italiani percepiscono l'assegno pensionistico per una media di 16 anni e 4 mesi, 2 anni e 5 mesi in meno rispetto alla media europea, le donne per 21 anni e 7 mesi, 1 anni e 7 mesi in meno rispetto alla media europea. Valori destinati a peggiorare sin da subito, in particolare per le lavoratici italiane la cui età di pensionamento, per essere equiparata a quella degli uomini a 66 anni e 7 mesi, salirà di un anno già dal 2018 per effetto dei ben noti provvedimenti legislativi.

Nel resto del vecchio continente la situazione è decisamente più positiva per il lavoratori che mediamente lasciano il lavoro prima di noi italiani, ad esempio in Germania i dipendenti vanno in pensione a 65 anni e si arriverà a quota 67 solo nel 2030, 11 anni più tardi che in Italia, in Francia invece ad oggi si va in pensione a 60 anni che diventeranno 62 per quelli nati dal 1955 in poi, con diverse deroghe migliorative.

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