Marzabotto-Futa 65, fa gol, poi saluto romano e maglia di Salò

Rufina Vignone
Novembre 13, 2017

Il gesto è stato segnalato in un primo tempo dal presidente del comitato regionale onoranze ai caduti di Marzabotto, Valter Cardi secondo cui "ancora una volta Marzabotto si vede costretto a subire una ennesima inaccettabile offesa durante una partita di calcio". Si giocava una partita tra la formazione locale e il 65 Futa e al momento del secondo gol un calciatore della squadra ospite (nella foto di Repubblica.it) "ha pensato bene" di esultare togliendosi la maglia mostrando una t-shirt col tricolore italiano e il simbolo della Repubblica di Salò, prima di esibire un saluto romano. Non è accettabile che nello sport vi siano queste esibizioni che non sono altro che apologia di fascismo e quindi un reato perseguibile dalle leggi vigenti. "Si tratta di un atto premeditato che Marzabotto non giustifica per nessuna ragione - ha commentato l'indomani il sindaco Romano Franchi -". Pretendiamo le dovute scuse da parte della dirigenza della squadra, auspichiamo anche che il giocatore non si presenti più sul campo del Marzabotto, spetterà poi alla dirigenza stessa decidere se includere nella propria rosa di atleti un personaggio simile. Questa Amministrazione comunale procederà per le vie legali per chiedere l'applicazione delle leggi esistenti, Scelba e Mancino, che puniscono il reato di apologia al fascismo.

Luppi pentito - E lo stesso Luppi ora si dice dispiaciuto e pentito: "Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui sono totalmente pentito e dispiaciuto". Ma era mio dovere morale scusarmi.

A Marzabotto, tra il 29 settembre e il 5 ottobre, le truppe naziste si resero protagoniste di una serie di azioni repressive nei confronti delle formazioni partigiane e della popolazione civile che portano ad un numero comprovato di 775 vittime, ma secondo altre ricostruzioni molto più alto.

La richiesta del sindaco è stata soddisfatta immediatamente dai vertici della società calcistica 65 Futa che ha immediatamente provveduto a squalificare e multare il colpevole, specificando che nessuno all'interno del gruppo era a conoscenza delle intenzioni del tesserato: "In seguito ai gravi fatti accaduti ieri nella partita Marzabotto-Futa65, in cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l'avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla". So' che nessuna mia parola potrà cancellare ne il mio sconsiderato gesto ne il dolore che esso ha causato. Ho agito con leggerezza senza pensare alle conseguenze che questo mio gesto avrebbe scaturito tanto a livello personale quanto comunitario. Ci scusiamo per l'accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto. - conclude il post - e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato!

Altre relazioni OverNewsmagazine

Discuti questo articolo

SEGUI I NOSTRI GIORNALE